Napoli dice addio a Diana Negri, morta a 68 anni dopo una vita professionale trascorsa tra giornalismo, formazione e iniziative culturali. Il suo lavoro l’aveva portata a occuparsi di alcuni dei luoghi più importanti della città, con l’obiettivo di far conoscere la storia e le ricchezze di Napoli a un pubblico sempre più ampio.
Il suo percorso era cominciato nel mondo dell’informazione. Negli anni Ottanta aveva lavorato a Napoli City, una rivista che le aveva permesso di raccontare la realtà cittadina e di entrare in contatto con il mondo del giornalismo locale. Con il passare degli anni aveva poi ampliato le proprie competenze, dedicandosi anche alla comunicazione e alla promozione dei beni culturali.
Una parte importante della sua attività era legata ai musei: aveva collaborato con il Museo del Tesoro di San Gennaro e con il Museo Filangieri, seguendo progetti e iniziative pensati per avvicinare le persone al patrimonio artistico napoletano, un lavoro che richiedeva conoscenza dei luoghi, capacità organizzative e attenzione al modo in cui la cultura viene comunicata.
Negri si era occupata anche di marketing culturale e formazione, portando avanti esperienze che univano competenze professionali e rapporti umani, il suo nome era così diventato familiare in ambienti diversi, dal giornalismo alle istituzioni culturali.
Tra i luoghi ai quali era particolarmente legata c’era il Circolo Nautico Posillipo. Lo frequentava fin da giovane, inizialmente grazie al padre, socio del circolo. In seguito era entrata a farne parte in prima persona, assumendo anche incarichi direttivi nell’ambito delle attività culturali e degli eventi.
Il circolo ha ricordato la sua scomparsa con un messaggio di cordoglio, mettendo in evidenza la gentilezza, il garbo e la signorilità che la caratterizzavano. Parole che raccontano un rapporto durato molti anni e un legame che faceva parte della sua storia personale.
La notizia ha raggiunto anche il mondo dello spettacolo e della gastronomia napoletana. Gino Sorbillo ha affidato ai social un ricordo personale, soffermandosi sulla cultura, sull’eleganza e sulla lealtà di un’amicizia che ha definito raffinata.
Anche la cantante Monica Sarnelli ha voluto salutarla pubblicamente, ricordandone la bellezza interiore ed esteriore.
Sono testimonianze diverse, nate da rapporti personali, che restituiscono il ricordo di una donna apprezzata da chi aveva avuto modo di conoscerla.
Con la morte di Diana Negri, Napoli perde una professionista che ha lavorato per anni tra informazione e cultura. Il suo impegno si è sviluppato attraverso giornali, musei, progetti ed eventi, con una costante attenzione alla possibilità di rendere il patrimonio della città più conosciuto e accessibile.














