mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Meritocrazia Italia: “Nuovo governo abbia coraggio, ecco le priorità”

Le dichiarazioni di Valter Mauriello di Meritocrazia Italia

“Siamo in dirittura d’arrivo per la formazione del nuovo Governo e le priorità da affrontare sono molte e complesse. Auspico che non vi sia il solito atteggiamento da scarica barile, tra il prima ed il dopo, tutti i cittadini meritano un Governo di qualità e di coraggio. I cittadini desiderano credere nello Stato e chi si è proposto ed è stato votato deve dimostrare che il cambiamento è possibile”. Così Valter Mauriello di Meritocrazia Italia.

“È il momento di cambiare decisamente rotta, di osare, di intervenire con decisione sulle criticità emergenziali non mancando, tuttavia, di intraprendere una fase progettuale imponente, in rilanci il Paese a livello interno ed internazionale, riaffermando il ruolo di leadership che l’Italia merita”, aggiunge Mauriello.

In tale prospettiva, Meritocrazia Italia, “pur richiamando tutte le proposte di riforma contenute nei ‘Progetti Italia’, nel ‘Progetto di completamento del PNRR’, negli ‘Spunti per la Riforma del Sistema Giustizia’, nel ‘Progetto del Popolo’, già poste all’attenzione di tutte le forze politiche, chiede al Governo che andrà ad insediarsi”, di:

a)- intervenire per la riforma della Giurisdizione visto che è inconcepibile che vi siano tanti procedimenti che navigano tra Giudice Ordinario e Giudice amministrativo per anni (in media 5 anni) non per soddisfare la richiesta di tutela avanzata dal ricorrente ma bensì solo per capire chi è il Giudice Competente.

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b) Favorire interventi a sostegno delle famiglie, imprese, cittadini e pubblico mitigando anche l’aumento vertiginoso del costo dell’energia e delle bollette, mediante stanziamento, con decreto (e senza attendere la legge di Bilancio), di un importante somma di copertura in abbattimento dei prezzi di fornitura, con disaccoppiamento del prezzo di luce e gas per sterilizzare, almeno parzialmente, l’effetto della corsa del metano sui prezzi dell’energia prodotta da altre fonti, provvedendo, nel contempo, all’adozione di un vero e proprio Piano energetico nazionale, che preveda un nuovo mix di forniture e fonti, accelerando la realizzazione degli impianti di rinnovabili e sbloccando, nell’interesse nazionale, gli iter autorizzativi, oggi di fatto bloccati in molti ambiti ed aree;

c)- definire e far rispettare, anche oltre l’attuale crisi energetica, a livello Europeo, un ‘price cap’ sul costo dell’energia, ponendo l’Italia come prima sostenitrice della manovra, anche in funzione di contrasto agli scatti nazionalistici e di dumping dei vari Paesi ed alle inammissibili condotte prettamente speculative, che ledono i diritti dei cittadini dell’Unione.

d)- procedere, di pari passo, all’adozione di una Agenda climatica ed ambientale straordinaria, riportando l’attenzione sulla necessità di riconoscere, assieme al bisogno di misure immediate intese a garantire l’approvvigionamento idrico, la riduzione delle dispersioni, il riuso delle acque e la programmazione in investimenti infrastrutturali necessari, l’urgenza di avviare un grande piano nazionale, che ridisegni le politiche di adattamento e salvaguardia dell’ecosistema, puntando sull’abbattimento delle emissioni climalteranti, con interventi di medio-lungo periodo, accompagnati dalla promozione di una migliore educazione al rispetto e all’adozione di condotte di consumo più consapevole e responsabile, rivolte al contenimento degli sprechi. I cittadini avvertano la responsabilità del proprio disagio.

e)- procedere con celerità al taglio del cuneo fiscale, se pur in maniera non indifferenziata ma ancorata a sistemi premiali, per il rilancio dell’occupazione e dell’aumento salariale in busta paga ad opera delle imprese virtuose, consentendo l’abbassamento del costo del lavoro, la detassazione degli aumenti contrattuali, la decontribuzione del welfare aziendale, il ripensamento del sistema degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, da trasformare in ‘reddito di inserimento’ in funzione di recupero di una concreta politica e attività di avviamento al lavoro, con previsione di durata non superiore ai 18 mesi ;

f)- rivisitare il sistema tributario e contributivo, ancorandolo a parametri di equità e sostenibilità, verso una semplificazione e una riduzione della pressione fiscale a favore delle famiglie e delle imprese, senza trascurare la lotta serrata all’evasione e l’esigenza di istituzione di una Agenzia delle Uscite nazionale, per provvedere al pagamento immediato dei debiti dello Stato nei confronti dei privati cittadini e delle imprese, consentendo in mancanza, con espressa previsione normativa, la possibilità di utilizzazione dei crediti erariali certificati anche prima dell’invio della dichiarazione dei redditi e per qualsiasi forma di compensazione fiscale;

g)- il rilancio della ricerca scientifica e della formazione, da considerare alla stregua di investimenti produttivi e non come voci di spesa, mediante una redistribuzione adeguata di investimenti su tutto il territorio nazionale, al fine di abolire il divario che oggi è dato riscontrare tra le aree settentrionali e quelle meridionali del Paese, ripartendo dalla correzione degli errori dei tagli alla Sanità pubblica dettati dalle regole di austerity;

h)- procedere alla riforma della legge elettorale, così da superare le criticità dell’attuale formulazione legislativa, a beneficio di una novella che garantisca l’effettiva rappresentanza, la governabilità e la stabilità dell’espressione di voto dei cittadini, non relegati a meri spettatori di decisioni bloccate e calate dall’alto.Sono solo alcune delle proposte a priorità di intervento, ma quel che è essenziale è che si faccia presto e bene nell’interesse esclusivo del Paese, agendo con un bilanciato mix di interventi di immediata tutela ed attuazione strategica ad ampio respiro.

Redazione Desk
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