Intervista esclusiva all’attore Vincenzo Bocciarelli: il talento tra teatro, cinema e scrittura

Vincenzo Bocciarelli debutta a soli quindici anni al Piccolo Teatro di Siena a Palazzo Sergardi ne “gli innamorati” di Carlo Goldoni

Vincenzo Bocciarelli è uno degli attori di maggior talento che ci siano in Italia. Nato nel ’72 in Lombardia, ma cresciuto sin da infante in Toscana, dimostra già quattordicenne una predilezione per l’arte e la recitazione. Frequenta un corso di pittura all’Istituto d’arte Duccio di Boninsegna. L’incontro con il teatro e la recitazione sarà decisivo per lui che debutta a soli quindici anni al Piccolo Teatro di Siena a Palazzo Sergardi ne “gli innamorati” di Carlo Goldoni. Entra nella scuola di teatro del piccolo teatro d’Europa di Milano diretta da Giorgio Strehler e inizia a lavorare con il grande maestro. Dopo anni di teatro incontra il talent scout Giuseppe Perrone che lo introduce nel mondo delle fiction: incantesimo, Orgoglio, Pompei, Don Matteo, Il bello delle donne, solo per citarne alcune. Il teatro però è il suo vero amore e ritorna a recitare diretto da Giorgio Albertazzi. Lavora anche nel cinema. Infatti il suo ultimo lavoro è “Mission Possible” di Bret Roberts prodotto dalla Movie On e presentato ad ottobre al prestigioso festival cinematografico “Terra di Siena Film Fest”. Ha creato il format “Bocciarelli home theatre”, che ha tenuto compagnia agli italiani durante il lockdown e che successivamente  è diventato anche un libro col titolo “Sulle ali dell’arte. L’esperienza del Bocciarelli Home theatre per sopravvivere ad una pandemia” .

Benvenuto Vincenzo, sei un artista completo e da sempre vivi di recitazione. Come ti rapporti quotidianamente con il tuo “essere” artista?

“Mi rapporto attraverso lo sguardo, l’osservazione del mondo. Guardando il mondo dalla mia finestra già appena mi sveglio la mattina e immaginando ciò che gli altri esseri umani scrutano a loro volta dai loro occhi. L’identificazione, entrare nell’altro, nel prossimo”.

La tua carriera è costellata di successi, tra fiction, teatro e cinema. In quale di questi tre campi artistici ti senti piu’ a tuo agio? Ti piacerebbe ritornare alla fiction ed in quale ruolo?

“Certo che tornerei alla fiction! Molto volentieri ma ciò che ultimamente mi è stato proposto, io e la mia manager non l’abbiamo ritenuto idoneo. Mi era stato proposto un ruolo nell’ultima fiction su Rita Levi Montalcini che andrà in onda prossimamente sulla Rai ma le riprese purtroppo sono coincise con un impegno di lavoro a New York alla Columbus University. Mi è dispiaciuto molto rinunciare a questa opportunità infatti Dopo anni sarei tornato a condividere il set con Elena sofia Ricci attrice che stimo molto sia  artisticamente che umanamente. Sicuramente mi farebbe piacere tornare alla fiction con un personaggio storico. Amo la storia e i suoi segreti”.

Durante il lockdown hai intrattenuto il pubblico con un format da te creato ed intitolato “Bocciarelli home theatre” dove tu hai dimostrato ancora una volta la tua bravura stando in solitudine senza un pubblico davanti. Come è nata questa stupenda idea? E cosa ti ha insegnato?

“Questa idea e’ nata lasciando fluire l’amore e la passione che nutro nei confronti del mio mestiere e del mio pubblico. Non bisogna lasciare che le “pesantezze” del mondo affievoliscano ciò che ha sempre mosso e stimolato la nostra vita. Ho avuto grandi soddisfazioni e successo nella mia vita ma ho anche dovuto lottare e sopportare tante dolorose sconfitte. Il “Bocciarelli Home Theatre” è il punto di arrivo di Vincenzo Bocciarelli: datemi una telecamera, un pubblico o un teatro e lasciate che al resto ci pensi io. Per me questo rappresenta il senso più bello e vivo della libertà. Vivo e recito a prescindere da dinamiche esterne. Inciuci e raccomandazioni varie… questo il pubblico ormai ha imparato a riconoscerlo e discernerlo molto bene”.


Hai partecipato all’international film festival “terra di Siena” per l’anteprima del film “mission possible” di Bret Roberts che ti vede, unico attore italiano, in una produzione internazionale. Come è stato partecipare ad un progetto così bello?

“Molto gratificante, un’altra tappa importante della mia carriera. Vedere il film per la prima volta nella versione italiana e’ stato divertentissimo. Amo prendere parte a film, progetti in genere che lascino un segno sia per l’originalità che per e la qualità”.

Sei anche uno scrittore, infatti dall’esperienza del “Bocciarelli home theatre” è nato un libro “Sulle ali dell’arte. L’esperienza del Bocciarelli home theatre per sopravvivere ad una pandemia”. Come ti sei trovato a mettere su carta le emozioni provate durante le puntate del format?

“Ho ripercorso quei momenti mettendo a nudo la mia anima il resto e’ scaturito tutto in modo naturale. Vorrei avere giornate di 50 ore e ancora più energia per riuscire a scrivere, dipingere e creare tutto ciò che sento eruttare dentro di me. Ma noi esseri umani siamo creature finite non infinite… e bisogna stare attenti a non peccare di presunzione. Sempre Sulle Ali per carità! Ma anche mantenendo i piedi ben piantati a terra. Con il tempo, un po’ di maturità insegna”.

Il 24 ottobre hai ricevuto un riconoscimento durante la IX edizione del premio “Giovanni Paolo II” che hai conosciuto a Roma presso l’aula nervi in Vaticano tanti anni fa quando eri giovanissimo. Come è stato incontrare Sua Santità e qual è il tuo rapporto con la fede?

“Lo sguardo di San Giovanni Paolo II resterà per sempre tatuato nel mio cuore. Nel corso degli anni ho percepito intensamente  la Sua vicinanza e la Sua protezione soprattutto in momenti molto particolari. Sono davvero felice di aver avuto l’onore di ricevere questo riconoscimento soprattutto in questo momento così burrascoso. Ho provato un senso di grande responsabilità ma al tempo stesso ricevere il premio mi ha trasmesso una grande carica e un grande entusiasmo”.

Per il 5° anno ti è stato riproposto di essere alla guida del format “Live in Rome”, in occasione della XV edizione della festa del cinema di Roma, che si è conclusa lo scorso 25 ottobre. Che edizione è stata?

“A detta del pubblico e degli addetti ai lavori e’ stata una delle edizioni più belle, più intense. Ho avuto la gioia di avere ospiti e colleghi meravigliosi. Messi a dura prova da questi mesi turbolenti, ci siamo sentiti uniti e più forti sul tappeto rosso incandescente dell’auditirium che era perennemente pervaso dalle note magiche del maestri Ennio Morricone al quale e’ stato intitolato. Un grande impegno fusici e produttivo di Canale 21 e di tutta la squadra. Un grazie speciale all’editore Paolo Torino e al direttore Stefano Arquilla e al produttore Angelo Arquilla”.

I tuoi progetti per il futuro ti portano ancora a teatro, nell’editoria nel cinema? Se puoi accennarmi a qualche nuovo progetto.

“Uscendo questa mia l’intervista “on the road” posso accennare che in questi giorni sono su un set legato al mondo dei motori ma non posso per il momento aggiungere  altro. A breve tornerò in teatro, in tv e presto, molto presto, anche al cinema. Chi va piano va sano e lontano…e…Sulle Ali dell’Arte mi sento ancora più sicuro e vicino al mio meraviglioso pubblico”.

di Daniela Merola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *