Il Nesso di Causalità ed i Ministri

“E’ Vero…?” Filo diretto con la ricerca

Rubrica settimanale di Paola Dama

E’ notizia del 2 luglio quanto riportato dall’ANSA [1], in cui si dichiara che  il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dato incarico all’Istituto Superiore di Sanita’ di effettuare un’ulteriore valutazione epidemiologica nelle zone della Regione Campania interessate da smaltimento abusivo di rifiuti, per verificare con metodologie scientifiche l’eventuale associazione con patologie acute o croniche.

Quello che a gran voce reclamiamo tutti sul fenomeno dello smaltimento illegale di rifiuti in Campania è il riconoscerne gli effetti sulla salute della popolazione.  Le già note dichiarazioni del ministro della salute Renato Balduzzi pronunciate ad Aversa fecero infuriare la comunità scientifica, gli attivisti e i tanti cittadini attenti a questa problematica. Si parla di nesso di causalità negato, pare che in Campania pur assistendo ad un incremento dell’incidenza tumorale in controtendenza alla media europea, le cause siano dovute principalmente allo stile di vita dei campani. Le parole del ministro rilasciate in una intervista furono chiare:

 «Ad Aversa ho detto che i risultati di cui dispongo, elaborati dal gruppo di studio che ha fatto un approfondimento sul nesso tra presenza dei siti di smaltimento rifiuti e alcune patologie, dicono che a oggi non risulta accertato un nesso di causalità, ma è anche emerso che potenzialmente non possono essere escluse delle conseguenze negative per la salute».

Oggi ci siamo trovati di fronte alle dichiarazioni della Lorenzin, in cui alle stesse domande e richieste dei vari comitati campani risponde:

“C’è un comitato al ministero per lo studio delle aree con maggiore criticità, ma bisogna non lasciarsi suggestionare e attenersi all’evidenza scientifica che viene da questi studi. Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita dei campani”.

In quale modo possiamo controbattere quanto asserito da Balduzzi, che non nega che i rifiuti possano avere una potenziale conseguenza sulla salute dei campani. E quelle della Lorenzin a cui fa riferimento ad evidenze scientifiche? Dovremmo tutti noi a cui venga diagnosticato un tumore, in base alle loro affermazioni,  dimostrare di non aver fumato, aver fatto attività fisica, mangiato sano ? Che significa che il nesso di causalità non è accertato?

Cercherò di spiegare brevemente.

In patologia si definisce tumore o neoplasia la crescita incontrollata e scoordinata, a scapito dell’omeostasi tissutale, di un gruppo di cellule, determinato da alterazioni del loro proprio patrimonio genetico

Le alterazioni geniche, dette mutazioni, sommandosi l’una all’altra, fanno saltare i meccanismi di controllo. Non basta, infatti, che sia difettoso un solo meccanismo, ma occorre che gli errori si accumulino su diversi fronti perché il tumore possa cominciare a svilupparsi. Alcuni di queste mutazioni sono ereditarie, mentre altre sono provocate da fattori esterni indotti dai nostri comportamenti o dall’ambiente in cui viviamo.

È vero che il cancro ha molte cause, che in ogni persona concorrono tra loro, insieme ad altrettanti fattori protettivi, a determinare il rischio individuale di ammalarsi. È vero anche, tuttavia, che la maggior parte di questi fattori sono modificabili: quasi un terzo delle morti per cancro si potrebbero evitare solo abolendo l’uso di tutti i prodotti a base di tabacco, e con una dieta sana, accompagnata da una regolare attività fisica, molte altre vite potrebbero essere salvate. [4] Le neoplasie infatti sono principalmente una malattia ambientale, con il 90-95% dei casi attribuibili a fattori ambientali e per il 5-10% alla genetica. [7] Per fattori ambientali, si intendono qualsiasi fattore eziologico che non venga ereditato geneticamente, non solo l’inquinamento. [8] Alcuni comuni fattori ambientali che contribuiscono alla mortalità da cancro includono il fumo (25-30%), l’alimentazione e l’obesità (30-35%), e le infezioni (15-20%), le radiazioni (sia ionizzanti che non, fino al 10 %), lo stress, la mancanza di attività fisica e gli inquinanti ambientali. [5]

È quasi impossibile dimostrare ciò che ha causato un tumore in un singolo individuo, in quanto la maggior parte presentano più cause possibili. Per esempio, se una persona accanita fumatrice che sviluppa un tumore ai polmoni, si può dire che sia stato molto probabilmente questo comportamento la sua causa, ma non con assoluta certezza, poiché ogni individuo ha una piccola probabilità di sviluppare quel tumore a causa di altri fattori.

Cos’è quindi il NESSO DI CAUsALITA’ di cui tutti ne gridano l’utilità?

Il nesso di causalità è ciò che mette in relazione le cause con gli effetti che esse producono. La gran parte dell’ epidemiologia consiste nello studio dei nessi di causalità. Il primo punto da sottolineare è:

le “prove” epidemiologiche non sono sufficienti a stabilire un nesso di causalità, ma costituiscono solo elementi circostanziali [ Last JM, A Dictionary of Epidemiology, 3rd Ed, Oxford Univ Press,  1995 (Causality) ]

Possiamo definire la causa di uno specifico evento di malattia come un evento, condizione o caratteristica che ha preceduto l‟evento di malattia, e senza il quale la malattia non si sarebbe per nulla verificata o si sarebbe verificata in un tempo successivo.

In effetti, nessun evento, condizione o caratteristica specifiche sono sufficienti di per sé a produrre l’effetto.

Questa definizione non si riferisce al complesso del meccanismo causale, ma soltanto ad un suo componente [2] Rothman K, Greenland S, Causation and Causal Inference, In: Rothman K, Greenland S “Modern Epidemiology”, Lippincott-Raven, 1998

Ed in conclusione.

Esiste un problema di validità scientifica delle perizie?

«Nel caso di malattia ad eziologia multifattoriale, il  nesso di causalità non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi teoricamente possibili, ma necessita di una concreta e specifica dimostrazione;

«I dati epidemiologici arrivano a conclusioni  probabilistiche ma è importante che si tratti di  probabilità qualificata” In molti casi i risultati delle perizie, da soli,  sono inadeguati per raggiungere un verdetto  definitivo ; indagini avviate ex novo, relative ad associazioni causa-effetto rispetto alle quali i dati disponibili in letteratura sono insufficienti spesso hanno scarsa probabilità di arrivare a risultati conclusivi [3]

 Ora se continuiamo su questa strada, a cercare e a voler dimostrare il nesso di causalità, ancor prima di dover intervenire per quello che viene definito PRINCIPIO DI PRECAUZIONE e per il DISAGIO ,  in cui la popolazione campana è costretta a vivere, non ci sarà mai alcun intervento risolutivo.

E la domanda forse più banale é: se il fumo di sigaretta fa male, dovrebbe far male anche un copertone bruciato, o no?

 

Paola Dama Ph D
Comprehensive Cancer Center OSU

Mappa interattiva censimento dei roghi tossici e di incenerimento-scarico dei rifiuti speciali
Mappa interattiva censimento dei roghi tossici e di incenerimento-scarico dei rifiuti speciali

 

Sul sito www.laterradeifuochi.it è stata disegnata una mappa digitale con sistema satellitare GPS. È una carta geografica contenente le prove e i luoghi dei reati, dove vengono materialmente appiccati gli incendi. Sono state censite circa 800 aree inquinate, da verificare e bonificare, non presenti negli ultimi rapporti ufficiali.

 

Referenze

 

  1. http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2013/07/02/Rifiuti-Campania-Lorenzin-via-nuova-indagine-epidemiologica_8965285.html
  2. http://www.docente.unicas.it/useruploads/000811/files/causeeffetto&misurerischio0809.pdf
  3. http://www.epidemiologia.it/sites/www.epidemiologia.it/files/XXXVI_congresso_AIE/presentazioni/31ottobre/Satellite_EPIDEMIOLOGIA-IN-TRIBUNALE/8_MICHELOZZI_Valutazione-del-nesso-causale.pdf
  4. http://www.airc.it/cancro/cos-e/cause-tumore/
  5. http://it.wikipedia.org/wiki/Neoplasia
  6. ^ Schütze M, Boeing H, Pischon T, Rehm J, Kehoe T, Gmel G, Olsen A, Tjønneland AM, Dahm CC, Overvad K, Clavel-Chapelon F, Boutron-Ruault MC, Trichopoulou A, Benetou V, Zylis D, Kaaks R, Rohrmann S, Palli D, Berrino F, Tumino R, Vineis P, Rodríguez L, Agudo A, Sánchez MJ, Dorronsoro M, Chirlaque MD, Barricarte A, Peeters PH, van Gils CH, Khaw KT, Wareham N, Allen NE, Key TJ, Boffetta P, Slimani N, Jenab M, Romaguera D, Wark PA, Riboli E, Bergmann MM (2011). Alcohol attributable burden of incidence of cancer in eight European countries based on results from prospective cohort study. BMJ 342: d1584. DOI:10.1136/bmj.d1584.PMID 21474525.
  7. ^ Kuper H, Boffetta P, Adami HO (settembre 2002). Tobacco use and cancer causation: association by tumour type. J. Intern. Med. 252 (3): 206–24. DOI:10.1046/j.1365-2796.2002.01022.x. PMID 12270001.

Al link di seguito i numeri precedenti della rubrica:

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