Attualità

Settembre bollente, boom di ventilatori portatili tra i banchi di scuola

Tra studenti e famiglie cresce la corsa ai piccoli dispositivi da tenere sul banco. Una soluzione di fortuna che riporta al centro il problema delle temperature nelle aule.

Anche a settembre inoltrato le temperature non scendono, e nelle aule il caldo si fa sentire forte. Basta un’ora di lezione con le finestre chiuse per capire perché sui banchi di tante scuole sta comparendo un oggetto fino a poco tempo fa quasi sconosciuto tra gli studenti: il mini ventilatore portatile.

Piccolo, leggero, a batteria o ricaricabile con il cavo USB, si tiene vicino al quaderno oppure appeso allo zaino. Negli ultimi giorni le vendite sono cresciute in modo evidente. Il motivo è semplice: il calendario dice che siamo ormai quasi in autunno, ma le temperature non sembrano essersene accorte. Tra genitori e ragazzi è partita una vera corsa all’acquisto, online e nei negozi di elettronica, per trovare un modo, anche piccolo, di rendere più sopportabili le ore passate in classe.

Non è un capriccio, è una questione pratica: chi ha provato a seguire una lezione in un’aula surriscaldata sa quanto sia difficile concentrarsi, prendere appunti, restare attenti alla lavagna, quando l’unico sollievo arriva da una finestra spalancata e da un filo di corrente. Il ventilatore da banco, in questi casi, diventa uno strumento per arrivare alla fine dell’ora più che un accessorio di tendenza. Qualcuno lo tiene acceso puntato sul viso, qualcun altro lo passa al compagno di banco quando il caldo si fa insopportabile per tutti e due.

C’è poi un aspetto che va oltre il singolo acquisto. Il caldo nelle scuole è un problema che si ripresenta ogni anno, soprattutto nei mesi più caldi, e che raramente trova una risposta strutturale: pochi impianti di climatizzazione, edifici spesso datati, aule che d’estate diventano forni e d’inverno frigoriferi. Mentre se ne discute nelle sedi opportune, la soluzione più immediata arriva dal basso, comprata di tasca propria dalle famiglie e messa sul banco accanto ai libri.

Il mini ventilatore, in fondo, è diventato il simbolo di un disagio piccolo ma concreto: non risolve il problema delle temperature nelle scuole, ma almeno permette di affrontare un’ora di lezione senza sudare sul quaderno. E mentre si aspetta che qualcuno si occupi davvero del comfort nelle aule, tra i banchi si continua a fare la fila per il modello più economico, quello che costa poco e si trova ovunque, dal supermercato al negozio di elettronica sotto casa.

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