Si è tenuta questa mattina a Venezia la cerimonia di premiazione del Green Drop Award nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. In occasione del riconoscimento assegnato al suo film “Greta e le favole vere”, il regista Berardo Carboni ha lanciato un appello su Change.org, rivolgendosi a tutti i cittadini europei per convocare un’Assemblea costituente europea. L’obiettivo è costruire insieme una società fondata sulla responsabilità verso la natura, le persone e la democrazia, invitando al contempo Greta Thunberg a dare voce a questo processo.
L’iniziativa è arrivata contestualmente alla vittoria del film. Durante la premiazione, Berardo Carboni ha dedicato il premio all’attivista svedese e le ha chiesto di sostenere la petizione sugli Stati Generali della Cura per una nuova Europa. Sul palco insieme al regista erano presenti Donatella Finocchiaro, Sara Ciocca, Darko Peric, Roberta Palumbo e Federico Rosati.
Gli Stati Generali della Cura sono un percorso aperto e partecipativo che vuole riunire cittadini, giovani, scienziati, attivisti, amministratori, associazioni e istituzioni per immaginare una Nuova Europa. Le firme raccolte saranno consegnate direttamente a Greta Thunberg e al suo team, insieme all’invito formale a sostenere l’iniziativa.
«Questo premio lo dedico a Greta Thunberg, la cui voce ha ispirato un’intera generazione a guardare in faccia la crisi climatica», ha dichiarato Carboni sul palco. «Nel film Greta scopre il segreto delle favole vere: bisogna farle accadere. Oggi vogliamo fare lo stesso: prendere quella favola e farla diventare vera. Per questo abbiamo lanciato la petizione per gli Stati Generali della Cura, un processo che parta dal basso, dai cittadini, per costruire l’Europa che ancora non c’è».

Il Green Drop Award
Nato nel 2012 e promosso da Green Cross Italia e dal Comune di Venezia, il Green Drop Award è il riconoscimento che ogni anno, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, premia il film capace di interpretare al meglio i temi dell’ecologia, della sostenibilità e della cooperazione tra i popoli. Il premio è rappresentato da una goccia d’acqua in vetro di Murano, realizzata dal maestro vetraio Simone Cenedese, che custodisce al suo interno un pugno di terra proveniente ogni anno da un luogo simbolico del pianeta.
A “Greta e le favole vere” è stata assegnata una speciale goccia di colore blu, di seguito la motivazione:
“L’opera si distingue per l’alto valore educativo, riuscendo a tradurre la complessità della crisi climatica e della perdita di biodiversità nel linguaggio universale della fiaba. Senza cedere al catastrofismo né semplificare la portata della sfida ambientale, il film costruisce un ponte pedagogico fondamentale tra immaginario e realtà scientifica, offrendo a famiglie e scuole uno strumento prezioso di dialogo e sensibilizzazione. Per queste ragioni Green Cross Italia assegna l’edizione speciale 2026 del Green Drop Award, forgiata in vetro blu di Murano dal maestro vetraio Simone Cenedese, a “Greta e le favole vere”.”
La goccia contiene ogni anno la terra di un diverso luogo significativo del Pianeta. Quest’anno è un mix di gesso selenite della cava Ballarini di Poggio Torriana (RN), zolfo dell’ex miniera Ciavolotta di Agrigento e salgemma della miniera di Raffo, a Petralia Soprana (PA).
Dal film alla realtà
L’appello per gli Stati Generali della Cura nasce dalla stessa idea che attraversa Greta e le favole vere: la scelta di non restare a guardare. Il film racconta la storia di Greta, una bambina di dieci anni che, insieme all’amico Sauro e ad altri giovani compagni, decide di mobilitarsi per liberare un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero e riportarlo al Polo Nord. Una favola contemporanea che intreccia avventura, fantasia e impegno civile e che oggi, simbolicamente, prova a uscire dallo schermo.
«Come nel film una bambina restituisce un orso al suo habitat naturale, noi possiamo fare la nostra parte firmando. Perché ogni gesto piccolo, moltiplicato per migliaia, può cambiare il corso delle cose», si legge nell’appello.
Per firmare la petizione: Stati Generali della Cura per una nuova Europa










