Philippe Daverio: "Di Napoli e del Sud non importa nulla a nessuno!"

Philippe Daverio: “Di Napoli e del Sud non importa nulla a nessuno!”

Philippe Daverio, intellettuale, critico e giornalista, si esprime a ruota libera sulla situazione politica e sociale su Napoli: ecco cosa ha detto

Philippe Daverio, critico d’arte, intellettuale, giornalista e personaggio televisivo, parla di Napoli e della situazione sociale e politica del Sud Italia in un’ interessante intervista concessa a Enzo Ciaccio di Retenews24. Secondo Daverio, tutti i problemi della nostra città devono essere ricondotti all’importazione a Napoli di  un industrialismo di stampo piemontese fallito fin dalle origini.

Ecco l’analisi di Philippe Daverio su Napoli:

L’intellettuale,  francese naturalizzato italiano, si è espresso a ruota libera durante l’intervista di cui vi riportiamo alcuni interessantissimi stralci: “Napoli è una città troppo poderosa rispetto al compito che oggi non le si chiede di svolgere. Vienna è stata la capitale di un impero e, pur essendo cambiato il mondo, ha mantenuto la sua originaria fisionomia aristocratica. Anche Napoli è ex capitale di un impero dissolto. Ma non si comprende più quale ruolo dovrebbe svolgere. La perdita di identità risale all’unità d’Italia. A Napoli è stata affibbiata una mutazione di funzione e destino di cui non si è mai compresa la connotazione: da ex capitale, che cosa è diventata? Non si sa. E quel che è peggio: non se ne discutePalermo soffre di mali ben più gravi e complicati di Napoli. Il centro storico di Cosenza è in condizioni penose. Ma di Napoli e del Sud non importa niente a nessuno.

Ci si sente voce nel deserto della distrazione, della semplificazione, della banalità. Non ho mai visto i nostri parlamentari europei impegnarsi tutti insieme nell’elaborazione di qualche progetto che riguardasse la qualità della vita nel Meridione D’Italia, cioè in uno dei luoghi più affascinanti d’Europa. L’Unione europea dovrebbe prendere atto che senza la cultura di Napoli e Palermo i tedeschi camminerebbero ancora con le corna in testa”. Secondo Philippe Daverio, infine: “Gli intellettuali napoletani dovrebbero imporre alla classe dirigente uno sviluppo del territorio finalmente basato sul turismo, sull’accoglienza, sulla cultura e la bellezza dei monumenti”.