Cultura

Oltre 500 persone al Faro Festival: il Molo San Vincenzo si trasforma in un palcoscenico sul mare

Più di cinquecento spettatori hanno preso parte alla serata inaugurale della seconda edizione di Al Faro Festival, la manifestazione culturale che ha riportato il Molo San Vincenzo e il suo storico faro al centro della vita cittadina. L’appuntamento, ospitato in uno dei luoghi più suggestivi del lungomare di Napoli, è stato aperto da un ricco programma dedicato al mare, filo conduttore dell’edizione 2026 e simbolo di viaggio, memoria, accoglienza e speranza.

La rassegna, diretta artisticamente da Laura Valente, punta ancora una volta a valorizzare uno spazio che per molti anni è rimasto poco accessibile, trasformandolo in un teatro all’aperto capace di unire cultura, musica e riflessione. Alla serata inaugurale hanno partecipato numerose autorità istituzionali: presenti il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessora comunale al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, l’assessore regionale alla Cultura, agli Eventi e al Personale Ninni Cutaia, l’assessore comunale alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro, l’europarlamentare Lucia Annunziata e il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt.

Nel suo intervento, il sindaco Manfredi ha definito il Faro del Molo San Vincenzo “un luogo dell’anima” per la città, un posto che racconta partenze e ritorni e che rappresenta la vocazione internazionale di Napoli, capace di aprirsi al mondo senza perdere la propria identità. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come il rapporto con l’Argentina e la figura di Diego Armando Maradona continuino a rappresentare un legame profondo tra culture diverse, evidenziando anche l’impegno dell’amministrazione nel rendere il Molo sempre più fruibile ai cittadini e ai visitatori. Anche l’assessora Teresa Armato ha ribadito il valore simbolico del mare, ricordando come abbia segnato la storia di Napoli portando popoli, tradizioni e civiltà, ma anche accompagnando le partenze di migliaia di emigranti. In un periodo storico segnato da conflitti e migrazioni, il mare continua a rappresentare, secondo Armato, un luogo di speranza e di incontro, valori che il festival intende trasmettere attraverso il proprio programma.

Ad aprire il cartellone artistico è stato lo scrittore Maurizio De Giovanni con lo spettacolo El Mar De Dios. L’autore ha voluto riportare l’attenzione sul Mediterraneo, definendolo uno spazio che dovrebbe tornare a essere un ponte tra popoli e culture, anziché un luogo di sofferenza e divisione. Per De Giovanni il mare rappresenta l’identità stessa di Napoli, la porta attraverso cui la città dialoga con il resto del mondo.

Lo spettacolo ha intrecciato racconti, musica e immagini prendendo spunto dal celebre “gol del secolo” di Diego Armando Maradona, trasformandolo nel simbolo del forte legame culturale ed emotivo tra Napoli e l’Argentina.

Sul palco si sono esibiti la pianista Gloria Campaner, il bandoneonista Mario Stefano Pietrodarchi, il soprano Nadezhda Nersterova e i danzatori del Balletto di Roma, proponendo un percorso artistico che ha unito le musiche di Gardel e Piazzolla con la tradizione napoletana. A completare la serata anche l’artista Roxy in the Box, che ha presentato l’opera Maradona insieme a una rilettura delle sue celebri creazioni dedicate a San Gennaro e alla Sirena, destinate ad accompagnare anche i prossimi appuntamenti del festival.

Ad accogliere il pubblico, inoltre, un’installazione realizzata dal poeta visivo Ivan Tresoldi, che ha trasformato il Molo San Vincenzo in uno spazio partecipativo attraverso una composizione di lettere unite da fili rossi. Un’opera collettiva destinata ad arricchirsi durante tutta la manifestazione grazie ai contributi dei visitatori, diventando un racconto condiviso di ricordi, emozioni e speranze, proprio come il mare che continua a fare da sfondo al festival.

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