Cultura

La Scugnizzeria Ubik apre al Vomero nel nome di Giancarlo Siani

di Fabio Iuorio

Mercoledì 23 settembre, alle 19, a Piazzetta Durante al Vomero, apre una libreria. Si chiama La Scugnizzeria Ubik, e non è un’apertura come le altre: è il giorno in cui Napoli ricorda Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985. Ci sarà anche Paolo Siani, il fratello di Giancarlo.

Aprire proprio in quel giorno cambia il senso di tutto. Non è più solo una libreria che apre, ma un luogo di incontro, un presidio culturale per il quartiere, e lo si capisce già dal programma della serata.

Prima di brindare, c’è spazio per la memoria. Si parte con una maratona di lettura degli articoli di Siani: chi vuole potrà leggerne alcuni ad alta voce, portando quelle parole fuori dagli archivi e dentro uno spazio che da quel momento farà parte della vita di tutti i giorni.

E non sarà solo un momento commemorativo. Oggi leggere gli articoli di Siani vuol dire tornare al senso più semplice di questo mestiere: andare a vedere, raccontare quello che succede, chiamare le cose con il loro nome. Un lavoro che, nel suo caso, si è scontrato con la violenza della criminalità organizzata.

E quella memoria non resterà legata solo alla serata inaugurale. Nella libreria rimarranno alcuni oggetti di Siani: la sua macchina da scrivere originale, quella con cui scriveva i suoi pezzi, non un oggetto da vetrina ma uno strumento che riporta al lavoro quotidiano di un giovane cronista che raccontava camorra, territorio e potere. Accanto, una riproduzione in mattoncini della sua Citroën Méhari verde, realizzata e donata dal gruppo Brickanti. Resteranno lì, visibili a chi entra nei giorni successivi.

Sono dettagli che danno alla libreria un’identità precisa: i libri restano il centro di tutto, certo, ma intorno agli scaffali c’è anche un pezzo della storia recente di Napoli, una memoria che non si chiude in un solo giorno dell’anno ma entra in un posto che sarà frequentato ogni giorno.

Dopo la lettura, la serata si scioglie in qualcosa di più informale: dolci, bevande, l’area bar della libreria che si riempie per festeggiare insieme al pubblico. Ed è proprio questo passaggio, dalla memoria alla convivialità, a raccontare forse meglio il senso dell’inaugurazione: ricordare non vuol dire per forza fermarsi davanti a una foto o a una targa, ma anche creare posti dove le persone si incontrano, leggono, parlano, si confrontano. Una libreria, in fondo, può essere anche questo.

Da mercoledì, in quella libreria, ci saranno romanzi e saggi da comprare, ma anche una macchina da scrivere e una piccola Méhari di mattoncini, due oggetti che ricordano, senza bisogno di troppe parole, chi era Giancarlo Siani e quanto sia importante non lasciare che la sua storia resti confinata alle sole ricorrenze.

Perché la memoria, quando entra nei luoghi della vita di tutti i giorni, smette di essere soltanto memoria. Diventa una presenza.

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