“All about Eve”, tutto su Eva. Il titolo originale del famoso film premio Oscar nel 1951, che nella traduzione italiana diventava “Eva contro Eva”, si presta benissimo per sintetizzare la serata inaugurale di “Segreti d’Autore”, il Festival ideato da Ruggero Cappuccio e diretto da Nadia Baldi.
Protagonista del primo appuntamento della rassegna, che ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr, sarà infatti Eva Crosetta, popolare giornalista e autrice televisiva. La storica conduttrice della trasmissione Rai “Sulla via di Damasco” riceverà alle 21 di mercoledì 29 luglio, nella suggestiva cornice di Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa), il premio “Segreti d’Autore 2026”, preziosa opera d’arte del Maestro Mimmo Paladino.
Nella stessa serata sarà presentato il libro “Che colpa ne ho se sono nato in Congo all’ombra di un mango?”, esordio letterario di Eva Crosetta pubblicato da Rizzoli. Un racconto sincero e ricco di umanità, che arriva fino ai sobborghi di Kinshasa e ci conduce alla scoperta del percorso di conversione e fede dell’autrice. Anche grazie all’incontro con don Matteo Galloni, fondatore insieme a Francesca Termanini della Comunità Amore e Libertà, che dal 1988 accoglie bambini e ragazzi soli, in Italia e nell’estrema periferia della capitale congolese.
L’ingresso per l’incontro con Eva Crosetta, come per ogni altro appuntamento, è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.
Per tutta la durata del Festival cilentano dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, saranno visitabili a Palazzo Coppola anche due mostre, dalle 18 alle 20 di ogni giorno: “La stanza di Herlitzka”, l’esposizione che la regista Nadia Baldi ha dedicato al grande attore scomparso nell’estate di due anni fa, e quella di Antonella Romano, che ci riporta a “Quando il bambino era bambino”.












