Cronaca

Turismo a Napoli, i tassisti denunciano: “Cresce senza equità, penalizzata la mobilità”

Il Comitato Tassisti di Base critica il modello turistico emerso durante le festività natalizie: benefici concentrati su pochi settori, traffico e disorganizzazione per i lavoratori della mobilità.

Il turismo a Napoli continua a crescere, ma senza una distribuzione equa dei benefici. A sostenerlo, in una nota, è il Comitato Tassisti di Base, secondo cui il boom turistico registrato durante le festività natalizie non si è tradotto in un’opportunità diffusa per tutti i settori economici e per i lavoratori della città.

Benefici concentrati e settori marginalizzati

Secondo il Comitato, i vantaggi reali del turismo si concentrano quasi esclusivamente sulla ristorazione e sulle strutture ricettive, mentre ampie aree dell’indotto restano ai margini, in particolare il comparto della mobilità e dei servizi. Per i tassisti, i benefici si limitano ai collegamenti essenziali come aeroporto, stazione e centro cittadino.

Traffico, caos urbano e condizioni di lavoro

A fronte di questi vantaggi ridotti, i lavoratori della mobilità devono fare i conti con un forte aumento del traffico, una crescente congestione urbana e una generale disorganizzazione della città. L’assenza di una regia pubblica efficace avrebbe prodotto, secondo la nota, un sistema caotico fatto di bus turistici privi di regole chiare, accessi incontrollati al centro storico e una penalizzazione dei servizi di mobilità locale, con un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro.

Turismo di massa e poche ricadute strutturali

Il Comitato parla di un turismo di massa a bassa spesa media, che avrebbe “consumato” la città senza generare investimenti strutturali, occupazione stabile o ricadute economiche diffuse. Napoli, viene sottolineato, rischia di essere utilizzata sempre più come hub di transito verso altre destinazioni campane, piuttosto che come città-meta capace di valorizzare l’intero territorio urbano.

Squilibri territoriali e richiesta di un cambio di rotta

Nel mirino anche la concentrazione dei flussi nel centro storico, sovraffollato, mentre periferie e numerosi quartieri restano esclusi dalle opportunità economiche legate al turismo. Un modello che, secondo i tassisti, produce squilibri, precarietà e impoverimento per molti comparti produttivi, con profitti concentrati nelle mani di pochi soggetti.

Le proposte per il futuro

Il Comitato Tassisti di Base chiede un cambio di rotta immediato, fondato su una pianificazione pubblica seria, strutturata e condivisa. In vista della stagione estiva 2026, viene ritenuto necessario programmare un piano del traffico turistico strutturale, con regole chiare per bus, accessi e soste, servizi di mobilità integrati ed efficienti, una strategia di decongestionamento del centro storico e una redistribuzione dei flussi turistici sull’intera città. L’obiettivo è attrarre un turismo meno “mordi e fuggi”, più sostenibile e capace di generare valore economico e occupazionale duraturo.

This post was published on Gen 8, 2026 16:44

Redazione

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