Cultura

“Definisci Antigone” al Teatro Elicantropo: il mito come atto politico e gesto di resistenza

Dal mito di Sofocle alle ferite del presente: il nuovo lavoro di Carlo Cerciello porta in scena un’Antigone contemporanea che interroga il potere, la coscienza e la responsabilità umana.

“Antigone è colei che è nata contro”. Da questa definizione prende forma “Definisci Antigone”, il nuovo spettacolo firmato da Carlo Cerciello, in scena al Teatro Elicantropo di Napoli da giovedì 8 gennaio alle 20.30, con repliche fino all’8 febbraio. Un lavoro che non si limita a riproporre la tragedia sofoclea, ma la attraversa e la espone al trauma del nostro tempo, trasformando il mito in un atto politico urgente.

Secondo i promotori, in un’epoca in cui il linguaggio del potere ridefinisce l’umano per giustificare l’orrore, il teatro torna a essere spazio di resistenza e presa di posizione. Antigone diventa così il simbolo di chi si oppone alla legge ingiusta, all’arbitrio del potere e alla disumanizzazione dell’altro.

Una drammaturgia stratificata tra mito e contemporaneità

L’allestimento, presentato da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo, intreccia testi di Sofocle, Hasenclever, Brecht, Anouilh e Ritsos, insieme alle testimonianze del medico palestinese Ezzideen Shehab. Ne nasce una drammaturgia complessa e stratificata che connette il mito di Antigone alla realtà contemporanea, in particolare al dramma del popolo palestinese.

Il risultato è un teatro che non consola né pacifica, ma interroga lo spettatore, chiamandolo a confrontarsi con la propria responsabilità di essere umano e soggetto politico, rompendo la cortina di silenzio e indifferenza.

In scena, corpi e voci del conflitto

Sul palco Cecilia Lupoli dà corpo e voce ad Antigone, una ribellione priva di retorica eroica, che nasce da un gesto essenziale: riconoscere l’altro come umano. Accanto a lei, Serena Mazzei (Ismene), Imma Villa (Creonte) e Mariachiara Falcone (Guardia) incarnano le diverse tensioni tra legge e coscienza, obbedienza e dissenso, paura e responsabilità.

Il senso del titolo e la funzione del teatro

Il titolo dello spettacolo nasce da una frase reale del dibattito pubblico contemporaneo: “Definisci bambino”. Un’espressione che, nel tentativo di giustificare l’orrore, rivela uno dei meccanismi più crudeli del potere: negare l’umanità per legittimare la violenza. “Definisci Antigone” nasce così dal bisogno di non tacere e di restituire al teatro la sua funzione più antica e necessaria: essere spazio di conflitto, di presa di posizione, di umanità condivisa.

In un tempo che chiede continuamente di definire per escludere, lo spettacolo rivendica il diritto di non accettare definizioni che uccidono. Antigone, ancora una volta, insegna che scegliere di seppellire un corpo, nominare un morto o riconoscere un bambino può essere l’atto più semplice e insieme il più rivoluzionario.

This post was published on Gen 8, 2026 11:11

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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