Attualità

“Imbavagliati” torna a Napoli: focus sui diritti violati delle donne e sul coraggio dei cronisti

Sarà “Il silenzio delle innocenti”, una denuncia forte sui diritti negati alle donne, il filo conduttore dell’undicesima edizione di “Imbavagliati”, il festival internazionale di giornalismo civile in programma dall’11 al 13 maggio nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Ideato e diretto da Désirée Klain, il festival, promosso in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e l’Articolo 21, porta a Napoli dal 2015 giornalisti che hanno vissuto sulla propria pelle censura, minacce e persecuzioni.
L’anteprima si terrà venerdì 24 aprile al Museo Plart, con un focus dedicato alle donne vittime di guerra. L’incontro, curato dalla giornalista Zhanna Zhukova insieme all’associazione Crasa Aps, proporrà una mostra fotografica dei reporter Alexander Gimanov, Taras Fedorenko e Viktoriya Govorushchenko, accompagnata dalla proiezione del documentario “The Will to Win” di Kadim Tarasov. A seguire, spazio alla musica con l’esibizione di Svitlana Khronenko e Roberto Bianca, che interpreteranno la Serenata D-Dur del compositore Giovanni Hoffmann.
Nel corso dell’evento è previsto anche un intervento video del giornalista Mimmo Rubio, recentemente al centro dell’attenzione per la revoca della protezione.
Simbolo della manifestazione resta la Mehari di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985, accompagnata dallo slogan “Chi dimentica diventa colpevole”. Come ogni anno, il festival rinnova anche l’appello per verità e giustizia per Giulio Regeni, Ilaria Alpi, Mario Paciolla e per tutte le vittime innocenti.
“Imbavagliati” si conferma così non solo un evento culturale, ma uno spazio di resistenza civile, dove il giornalismo torna a essere strumento di denuncia, memoria e libertà.

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