mercoledì, Giugno 16, 2021
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Il progetto di mobilità ciclistica del Comune di Napoli

Il progetto di mobilità ciclistica del Comune di Napoli

Il progetto di mobilità ciclistica del Comune di NapoliEra il 15 febbraio del 2011 quando l’ex assessore all’ambiente Gennaro Nasti annunciò:
«Nell’autunno 2011 Napoli avrà la sua prima pista ciclabile, i lavori prenderanno il via alla fine del mese di marzo. La pista attraverserà la città per 21 chilometri lungo il tratto stradale cittadino che corre da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio».

Oggi viviamo l’autunno del 2011, nessuna traccia della pista ciclabile. Eppure, secondo le dichiarazioni dello scorso settembre rilasciate dal sindaco Luigi De Magistris, possiamo iniziare a riscaldare i muscoli: «Faremo la pista ciclabile da Bagnoli a San Giovanni. Inaugureremo i lavori fra qualche giorno e dureranno 180 giorni. In primavera Napoli avrà 20 km di pista ciclabile». E poi continua: «Un sogno che si sta per realizzare per gli amanti della bicicletta e dei movimenti come  Critical Mass, gruppo di ciclisti urbani che utilizzano la bici come mezzo di trasporto e come strumento per costruire una mobilità sostenibile per la nostra città».

Il comunicato sembra essere lo stesso, ma cambia l’interprete e di questi tempi non sembra essere una piccola differenza.

De Magistris ha già realizzato la nuova zona a traffico limitato nel centro della città.
A fronte dei continui tagli ai trasporti pubblici locali e del costante e intollerabile aumento della benzina, la bicicletta potrebbe essere una valida alternativa per i cittadini partenopei. Un mezzo che viene sempre più rivalutato, sebbene utilizzarlo in città, dove non si tutela l’incolumità del ciclista, può rivelarsi molto pericoloso.

Ne è una triste conferma la tragedia accaduta qualche giorno fa a Milano. Un ragazzino di 11 anni morto schiacciato da un tram. La vittima è stata investita nel tentativo di evitare la portiera di un‘auto che si è aperta sbarrandogli la strada. L’auto sostava occupando la corsia di scorrimento.
Nei giorni successivi alla tragedia le multe sono arrivate a centinaia. La reazione dei residenti è stata a dir poco vergognosa, hanno prima divelto i cartelli stradali con il divieto di sosta h24, poi hanno minacciato gli agenti e infine bloccato il traffico per protesta.
Una vita umana al quartiere Stadera di Milano non sembra valere una multa.

FAS

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Redazione web
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.
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