venerdì, Luglio 1, 2022
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Ibrahimovic: “Con il Napoli tutto fatto, poi Adl cacciò Ancelotti”

Zlatan Ibrahimovic rivela come sia stata una decisione del presidente De Laurentiis a far saltare il suo trasferimento in maglia azzurra.

“Con il Calcio Napoli era fatta; ma poi De Laurentiis cacciò Ancelotti”, è la confessione di Zlatan Ibrahimovic al Corriere della Sera. Così il ritorno in Italia è stato al Milan: “Chiesi a Mino: qual è la squadra messa peggio, che io posso cambiare? Rispose: ieri il Milan ha perso 5 a 0 a Bergamo. Allora è deciso, dissi: andiamo al Milan. È un club che conosco, una città che mi piace”. In una lunga intervista l’attaccante svedese racconta tutto e punzecchia anche la società rossonera su Donnarumma: “Gigio è un grandissimo portiere. Se gli avessero dato quel che chiedeva, sarebbe rimasto al Milan. Ora deve fare casino per essere titolare nel Psg. Non esiste che i sudamericani impongono quell’altro. Gigio è più forte”.

Ecco anche il racconto della lite con Lukaku nel derby di Coppa Italia: “Lui litiga prima con Romagnoli, poi con Saelemaekers; io intervengo per difendere i compagni, e Lukaku mi attacca sul piano personale. Da restare choccati. Eppure eravamo stati compagni al Manchester”. E quella scommessa da 50 sterline per ogni stop sbagliato: “Era un modo per farlo migliorare (Ibra ride). E comunque la scommessa lui non l`ha accettata. Lukaku ha un grande ego, è convinto di essere un fuoriclasse, ed è davvero forte. Ma io sono cresciuto nel ghetto di Malmoe, e quando qualcuno mi viene sotto a testa bassa, lo metto al suo posto. Così l`ho colpito nel suo punto debole: i rituali della mamma. E lui ha perso il controllo. Anche se mi è rimasto un dubbio atroce…”. Poi ancora: “Quel derby l`abbiamo perso. Io sono stato espulso. Poi mi sono infortunato. Sono successe un sacco di cose storte. Vuoi vedere che il rito Lukaku me l`ha fatto davvero? Così ho chiesto agli amici credenti di pregare per me. Devo saldare il conto anche con lui. Spero di incontrarlo presto”.

Infine anche su Materazzi: “Con lui avevo un conto aperto da anni. L’ho saldato in un derby. Entra a piedi levati, lo salto, lo evito e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò “Il più bel derby della mia vita: 1 a 0, goal di Ibra, Materazzi in ospedale”. Ovviamente stava scherzando”.

Sullo scontro con Allegri a Londra dopo l’Arsenal: “Avevamo perso 3-0 con l’Arsenal e lui era tutto contento. È vero che avevamo passato il turno, ma non c’era nulla da ridere e gliel’ho fatto notare. “Tu Ibra pensa a te, che hai fatto ca…e”. Gli risposti che aveva fatto ca…e lui. Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l’estero. Invece ha fatto la scelta comoda”.

Su Guardiola: “Non mi ha mai capito. Voleva programmare tutto quello che dovevo fare. Guardiola non ama il giocatori di personalità. Ero diventato un problema e siccome non riusciva a risolverò, l’ho risolto io andandomene”.

Francesco Monaco
Napoletano, giornalista, autore del romanzo 'Baciami prima di andare'. A tratti sognatore e pensatore. In attesa di capire il resto, forse di niente
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