Politica

Edilizia in Campania, Pnrr e investimenti pubblici spingono il settore fino al 2027

Il rapporto “Scenari regionali dell’edilizia – Campania” presentato da Ance Campania fotografa un comparto centrale per l’economia regionale: nel 2026 attesa una crescita degli investimenti del +5,9%. Lancellotti: “Serve un Piano industriale per la rigenerazione urbana”.

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L’edilizia resta uno dei motori dell’economia campana e continuerà a essere sostenuta dagli investimenti pubblici almeno fino al 2027. A trainare il comparto sono soprattutto le opere collegate al Pnrr, con 1.036 cantieri in corso di realizzazione in Campania, e una spesa in conto capitale dei Comuni che nel 2025 è cresciuta del +20,5% rispetto all’anno precedente.

Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto “Scenari regionali dell’edilizia – Campania”, presentato da Ance Campania ed elaborato dal Centro Studi Ance con il contributo di Prometeia.

Edilizia in Campania, attesa crescita degli investimenti nel 2026

Il settore delle costruzioni incide sul Pil regionale per il 13,4% in termini di investimenti e pesa per l’8,4% sull’occupazione complessiva. Per il 2026 è stimata una crescita degli investimenti del +5,9% in termini reali, sostenuta principalmente dalle opere pubbliche legate alla chiusura degli interventi del Pnrr.

Gli effetti positivi degli investimenti, secondo il rapporto, proseguiranno anche nel 2027. Un contributo arriverà inoltre dalla manutenzione straordinaria abitativa, favorita dalla proroga delle aliquote degli incentivi fiscali prevista dalla legge di bilancio 2026 e dalla maggiore attenzione delle famiglie verso efficientamento energetico, sostenibilità e contenimento delle spese per la casa.

Pnrr, Comuni campani sopra la media nazionale

Dal rapporto emerge una performance positiva della spesa in conto capitale collegata al Pnrr da parte dei Comuni campani. Nel 2025 l’incremento è stato del +20,5% sul 2024, circa cinque punti oltre la media nazionale, ferma al +15,3%, secondo i dati Siope della Ragioneria dello Stato.

In crescita anche i bandi di gara per lavori pubblici promossi in Campania: nel 2025 sono aumentati sia il numero delle pubblicazioni, con un +14%, sia gli importi banditi, saliti del +40,2%.

Il dato è collegato sia a gare rilevanti per il potenziamento infrastrutturale sia all’avvio concreto della programmazione dei fondi di coesione europei 2021-2027, slittata di fatto per accelerare la conclusione delle opere Pnrr.

Occupazione stabile e lavoratori iscritti in aumento

Il quadro occupazionale resta positivo, pur con un ritmo di crescita meno sostenuto rispetto al passato. Secondo i dati della Commissione nazionale paritetica per le casse edili, nel 2025 il numero delle ore lavorate è rimasto stabile rispetto all’anno precedente, dopo il +9,3% registrato nel 2024.

In aumento anche i lavoratori iscritti, cresciuti del +2,1%, dopo il +7,9% dell’anno precedente.

Permessi di costruire in calo, cresce il mercato residenziale

Restano invece negativi i dati relativi ai permessi di costruire in Campania. Nel comparto residenziale, il 2024 ha registrato una diminuzione del -10,3% del numero di abitazioni concesse su base annua, dopo il forte calo del 2023, pari al -29,2%.

La flessione più marcata si è verificata in provincia di Benevento, con un -56,8%, mentre quella più contenuta riguarda Napoli, con un -5,7%. In controtendenza Salerno, unica provincia campana con una variazione positiva, vicina al +13%.

Per i permessi non residenziali, sempre nel 2024, i volumi concessi sono diminuiti del -8%.

Diverso il quadro del mercato residenziale. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, il 2025 si è chiuso in Campania con circa 44mila compravendite residenziali, in aumento del +3,3% rispetto al 2024. La crescita ha interessato maggiormente i comuni capoluogo, con un +4,2%, rispetto ai comuni minori, saliti del +3%.

Tra i capoluoghi si va dal +3% della città di Napoli al +11,8% di Avellino. A livello provinciale, invece, la crescita passa dal +2,7% di Napoli al +5,3% di Caserta.

Lancellotti: “Serve un Piano industriale per i prossimi 10 anni”

Il presidente di Ance Campania, Angelo Lancellotti, ha sottolineato il peso del settore nel Pil campano e la necessità di guardare oltre il ciclo del Pnrr.

Secondo Lancellotti, il Governo deve mettere in campo un Piano industriale per i prossimi 10 anni, capace di puntare non solo sugli investimenti pubblici ma anche su quelli privati. Tra le priorità indicate ci sono un Piano casa consistente e una legge sulla rigenerazione urbana, attesa da trent’anni.

Il presidente di Ance Campania ha inoltre ricordato che in molte parti del mondo i processi di rigenerazione urbana rappresentano un motore di rinascita per le città e per le economie locali.

Monosilio: “Le costruzioni sostengono la creazione di ricchezza”

Per Flavio Monosilio, direttore del Centro Studi Ance, in un quadro internazionale incerto, che rende più difficile per l’Italia crescere agli stessi ritmi degli altri partner europei, le costruzioni restano uno dei pochi comparti in grado di sostenere la produzione di ricchezza.

Un dato che, secondo Monosilio, risulta ancora più evidente in Campania e nel Mezzogiorno, dove gli investimenti in costruzioni sostenuti dal Pnrr rispondono anche a profondi bisogni infrastrutturali del territorio. Le imprese, rafforzate dall’andamento degli ultimi anni, sono pronte a contribuire alla prossima fase.

Morra: “I Comuni sono il motore degli investimenti pubblici”

Il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, ha evidenziato il ruolo centrale dei Comuni nella crescita dei territori. Le amministrazioni locali, ha spiegato, hanno dimostrato anche durante la stagione del Pnrr di essere decisive nella programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi utili alle comunità.

Per Morra è quindi necessario continuare a rafforzare competenze, strutture e autonomia decisionale dei Comuni. In questa prospettiva, la collaborazione tra istituzioni e realtà rappresentative come Ance viene indicata come un valore aggiunto per accompagnare lo sviluppo dei territori e dare risposte concrete a cittadini e imprese.

Quasi 38mila imprese di costruzioni in Campania

Nel 2024, ultimo dato Istat disponibile, il settore delle costruzioni in Campania conta quasi 38mila imprese, pari a circa il 7% del totale nazionale, che è di 544.886 imprese. Nel Mezzogiorno se ne contano 144.523.

La dimensione media delle imprese campane è di 3,5 addetti, contro i 3 della media nazionale. Il dato è legato alla minore incidenza delle aziende monoaddetto, pari al 55,4% rispetto al 63% della media italiana, e al peso maggiore delle imprese con un numero di addetti compreso tra 2 e 9, pari al 37,7%, contro il 31,7% nazionale.

Sul fronte del fatturato, il comparto resta caratterizzato da volumi contenuti: il 67,7% delle imprese dichiara un giro d’affari inferiore ai 200mila euro, mentre un altro 16% rientra nella fascia tra 200mila e 500mila euro. Complessivamente, circa l’84% dell’offerta produttiva delle costruzioni in Campania non supera i 500mila euro di fatturato.

Costruzioni specializzate al 55,7%, Napoli prima provincia

Guardando all’attività prevalente, il 55,7% delle unità produttive campane opera nei lavori di costruzione specializzati. Rilevante anche il comparto della costruzione di edifici, che rappresenta il 41,4% del totale. L’ingegneria civile riguarda invece il 2,9% delle imprese.

A livello territoriale, la maggiore concentrazione si registra nella provincia di Napoli, dove si trova il 45,4% dell’offerta produttiva regionale, pari a circa 17mila imprese. Seguono Salerno con il 21,4%, Caserta con il 19,2%, Avellino con l’8,2% e Benevento con il 5,8%.

This post was published on Lug 1, 2026 12:27

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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