Dal 1° al 15 luglio il Centro Ciro Colonna dei Maestri di Strada ospita la quinta edizione del progetto ideato e diretto da Maurizio Capone. Gran finale con Capone & BungtBangt e il nuovo live “Electro Junk”.
Ponticelli diventa per due settimane un laboratorio aperto di musica, sostenibilità, educazione e partecipazione. Dal 1° al 15 luglio 2026 torna “Come Suona il Caos”, il progetto ideato e diretto da Maurizio Capone, che utilizza la musica come strumento di educazione ambientale, impegno civile e coinvolgimento delle nuove generazioni.
La quinta edizione si svolgerà al Centro Ciro Colonna dei Maestri di Strada, a Ponticelli, trasformando uno dei luoghi simbolo dell’impegno educativo e sociale di Napoli in uno spazio dedicato a cultura, cittadinanza attiva e sostenibilità.
L’edizione 2026 nasce da una collaborazione stretta tra Maurizio Capone e Maestri di Strada, realtà che da oltre vent’anni opera nelle periferie napoletane accompagnando ragazze e ragazzi in percorsi di crescita, autonomia e partecipazione.
La scelta di portare il festival al Centro Ciro Colonna conferma la volontà di radicare “Come Suona il Caos” nei luoghi in cui la cultura non è soltanto spettacolo, ma anche occasione concreta di incontro, formazione e trasformazione sociale.
Le attività partiranno già dal 1° luglio con laboratori musicali e creativi, insieme ai laboratori scientifici di S.T.E.M. – Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione, progetto di Associazione Maestri di Strada, Coop. NuReCo, Associazione Trerrote e Consorzio STRESS Scarl, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale.
Accanto ai laboratori sono previsti percorsi educativi, incontri e visite guidate rivolti ai giovani e alla comunità.
Tra le iniziative in programma figurano esperienze presso l’Area Marina Protetta della Gaiola, attività di navigazione e formazione in mare realizzate in collaborazione con l’associazione Scugnizzi a Vela, e una visita alla Masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola, bene confiscato alla camorra e oggi simbolo di legalità, riscatto civile e impegno sociale.
Il progetto entrerà nel vivo il 14 e 15 luglio, con due giornate aperte al pubblico dedicate a musica, ambiente, diritti, partecipazione e ruolo delle comunità nella costruzione di una società più giusta e sostenibile.
Nel corso delle due giornate si alterneranno workshop, incontri, performance artistiche, attività partecipative e momenti di confronto con associazioni, operatori culturali, educatori e cittadini.
Il 14 luglio alle ore 18:00 si terrà il convegno dal titolo “L’Acqua – ’A mamma ‘e tutt’e mamme”, dedicato al valore dell’acqua come bene comune, elemento generatore di vita e patrimonio da difendere per le generazioni future. Il confronto affronterà anche il tema del cambiamento climatico, tra siccità e alluvioni.
Dalle ore 20:00 spazio alle performance teatrali dei ragazzi dei laboratori teatrali.
La giornata del 15 luglio sarà dedicata alla musica e ai giovani. Dal pomeriggio si alterneranno sul palco i giovanissimi del laboratorio musicale guidato da Maurizio Capone presso il Teatro della Parrocchia di Piazza Ottocalli, i ragazzi del laboratorio musicale dei Maestri di Strada e gli studenti coinvolti nel progetto “Cultura che Classe”, promosso dal Comune di Napoli.
Alle ore 21:00, per la chiusura del festival, Capone & BungtBangt porteranno in scena il nuovo live “Electro Junk”, concerto che unisce strumenti costruiti con materiali di recupero, elettronica e percussioni urbane in un linguaggio musicale contemporaneo e coinvolgente.
La serata finale sarà accompagnata da numerosi ospiti del mondo della musica, del teatro e dell’impegno civile.
Tra le realtà che hanno già aderito a “Come Suona il Caos” 2026 figurano Greenpeace, Stop Biocidio, N’Sea Yet, Gaiola Onlus e numerose associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, nella promozione dei diritti e nella costruzione di percorsi di partecipazione attiva.
Il festival si presenta come un invito aperto alla città: un percorso che mette insieme arte, educazione, ambiente e comunità, mostrando come anche dalle periferie possano nascere esperienze capaci di generare cultura, consapevolezza e cambiamento.
Perché il caos non è soltanto disordine: può diventare energia collettiva, incontro e trasformazione.
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This post was published on Lug 1, 2026 12:29
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