De Magistris lancia l’associazione Dema (che non è un’abbreviazione del suo nome)

Sarà un contenitore “indipendente” per tutti coloro che credono in un cambiamento possibile. L’associazione Dema si prepara a resuscitare “l’onda arancione”?

Si chiama “Dema”, ma non ha nulla a che fare con il suo nome. La nuova associazione che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si prepara a lanciare nei prossimi giorni (associazione, non movimento politico) non è l’anagramma del cognome del suo fondatore, ma rimanda a tutt’altri concetti.

L’associazione Dema, Democrazia e Autonomia, fondata da De Magistris

“Dema”, questo il nome prescelto, non sta infatti per “De Magistris”, bensì per “Democrazia e Autonomia” (dem = democrazia; a = autonomia). Cosa sarà Dema? Di sicuro, chiarisce il sindaco, non un movimento politico, né un partito. “Un’associazione”, invece, “un contenitore aperto a tutti coloro che desiderano confrontarsi, elaborare progetti, a tutti coloro che vogliono un cambiamento”. Dema sarà un “progetto alternativo” alla politica, senza per questo essere politico; avrà sede e cuore pulsante, suo epicentro e fulcro creativo a Napoli (“perché il cambiamento arriverà dal Sud e l’epicentro sarà proprio la nostra città”, dice convinto il sindaco di Napoli), ma sarà a carattere nazionale, aperta a tutti gli italiani desiderosi di questo cambiamento. Un nuovo soggetto corale con cui la politica sarà chiamata a confrontarsi (negli auspici del sindaco), e in questo confronto a spogliarsi delle antiche logiche in cui da troppo tempo è ormai ingabbiata.

“Dema” segnerà la rinascita dell’onda arancione?

L’idea è venuta a Luigi De Magistris dopo la sua esperienza da sindaco di strada. Un’esperienza forzata, perché il primo cittadino è stato costretto a lasciare la poltrona di palazzo san Giacomo durante la sua sospensione per la condanna nell’ambito dell’inchiesta Why Not, durata circa un mese, che però ha dato tanto a De Magistris in termini di nuova vitalità e di nuove idee. De Magistris è tornato alla carica pieno di grinta e di iniziativa: e se sul piano politico nazionale la sua prima mossa post-reintegro è stata la ricerca di un’alleanza, concretizzatasi poi in un patto con Sel di Vendola (scelta criticata da molti sostenitori del primo cittadino partenopeo, ma purtroppo necessaria per mantenere saldi gli equilibri in Comune), con cui De Magistris si schiererà alle prossime elezioni regionali, e forse oltre, sul piano locale De Magistris dimostra, con la fondazione di questa associazione, di non aver dimenticato, come qualcuno aveva creduto, i vecchi, buoni propositi di 3 anni fa, quando con una campagna elettorale partita, anche in quel caso, dalla strada, vinse le elezioni comunali correndo con una piccola lista indipendente. Oggi, dopo tre anni di mandato, e a meno di due dalle prossime elezioni comunali, De Magistris è pronto a resuscitare quell'”onda arancione”, fatta a pezzi in consiglio comunale dai giochi della politica dei vecchi partiti, che all’epoca travolse la città, se non altro dando alla gente qualcosa in cui sperare o, viceversa, qualcuno da criticare.

Oggi De Magistris non sembra essere cambiato, e promette ancora una volta di dividere il suo “pubblico” con la fondazione di quest’associazione indipendente. “Se vuoi stare fuori dal sistema devi creare un contenitore nuovo. Dema, che sta per democrazia e autonomia, vuole recuperare entrambi questi concetti: la democrazia, quella vera, non quella del sistema corrotto, e l’autonomia, indispensabile per rompere le catene del sistema, per ognuno di noi, ma anche per le comunità in cui viviamo”. Che poi l’acronimo coincida anche con le iniziali del suo cognome, beh, è un puro caso.