Gianluca Cimminiello fu ucciso il 2 febbraio 2010 da un commando di camorra solo per essere riuscito a scattare una foto con il suo idolo, il calciatore Ezequiel Lavezzi, allora attaccante del Napoli. Una foto che suscitò l’invidia di molti fino a diventare la sua condanna a morte. Un tatuatore rivale, infatti, mosso da gelosia, si rivolse al clan Amato-Pagano per dare una ‘lezione’ a Gianluca. Due persone si presentarono nel suo negozio, a Casavatore, per pestarlo, ma Cimminiello, reagendo, riuscì a metterli in fuga. Dopo pochi giorni il 32enne trovò la morte. Stavolta nel suo negozio si presentò una persona armata, con l’intento di uccidere, e purtroppo non fallì.
Per l’omicidio di Cimminiello, la Corte di Assise del Tribunale di Napoli ha condannato nel 2018 all’ergastolo due uomini legati al clan degli scissionisti. Nel 2021 la Corte Suprema di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per il mandante e il coesecutore dell’omicidio.
This post was published on Feb 2, 2024 12:24
Tra la folla e le luci del centro, un gesto brutale spezza la leggerezza di…
Aveva 61 anni. Dal 1990 volto storico di Repubblica Napoli, aveva cominciato ragazzo alla Foto…
Oggi pomeriggio, sabato 9 maggio, ore 15.30 nella splendida cornice della Basilica di San Lorenzo…
di Fabio Iuorio Maggio, il mese dei fiori, del sole e, per chi ama i…
Sabato 9 maggio alla Fondazione Il Canto di Virgilio il quartetto d’archi protagonista con un…
Oltre 2.500 studenti e 250 docenti coinvolti in sei istituti comprensivi. L’8 maggio incontro speciale…