Cronaca

Morto Riccardo Siano, il fotoreporter che ha tenuto gli occhi aperti su Napoli per quarant’anni

Aveva 61 anni. Dal 1990 volto storico di Repubblica Napoli, aveva cominciato ragazzo alla Foto Sud del padre. Lascia un’eredità visiva che appartiene alla memoria collettiva della città.

Riccardo Siano è morto. Sessantuno anni, una malattia che si è portato avanti nel tempo con riservatezza, assistito dai suoi. Se n’è andato un fotografo che non scattava immagini per illustrare le notizie perchè le costruiva lui, con la macchina in mano. Napoli perde così uno dei suoi narratori più fedeli, uno di quelli che conoscono ogni angolo perché ci hanno camminato dentro per decenni.

Riccardo Siano era nato il 3 agosto 1964. La passione per la fotografia gli era stata trasmessa dal padre, Mario Siano, tra i fondatori di Foto Sud, storica agenzia e punto di riferimento del fotogiornalismo napoletano. Con il fratello Sergio aveva mosso i primi passi professionali tra i corridoi di quella redazione familiare, poi alla Rotopress, poi al Giornale di Napoli. Nel 1990 era arrivato a Repubblica Napoli e per trentasei anni ogni cronaca e ogni volto della città sono passati attraverso il suo obiettivo. Non era semplicemente un cronista visivo, ma un testimone, uno di quelli capaci di stare dentro gli eventi senza mai imporsi, osservando e raccontando tutto con discrezione e precisione.

Riccardo è uno dei più grandi fotoreporter italiani“, così lo ricordano i colleghi di Repubblica Napoli, dove ha lavorato per oltre trentasei anni. Mi piace pensare che stessi fotografando il cielo” ha scritto Mimmo Annunziata, con quella leggerezza che si usa per salutare un vero amico. Angelo Agrippa lo ha ricordato così: “Eri più anziano di sette giorni. E ti prendevo in giro per questo. Ma con il tuo sorriso sornione e lo sguardo indagatore scattavi le foto più belle. Ciao Riccardo che dispiacere”.

Riccardo Siano lascia una moglie, un figlio, e il fratello Sergio. E lascia un archivio fatto di immagini, di scatti, di istanti fermati che racconta Napoli come pochi altri documenti hanno saputo fare. Tra i lavori che lo avevano reso noto anche al di fuori delle redazioni c’era il libro fotografico “Napoli vista dai gabbiani“, pubblicato da Intra Moenia, un progetto che spostava il punto di osservazione: non la Napoli a livello della strada, caotica e quotidiana, ma quella vista dall’alto, con quella distanza che permette di leggere una città come si legge una mappa, l’immagine più giusta, forse, per descrivere il suo lavoro. Riccardo infatti sapeva stare in mezzo alle cose e sapeva anche uscirne, alzarsi, prendere quota, trovare il dettaglio che gli altri non vedevano perché erano troppo vicini.

This post was published on Mag 9, 2026 18:27

Redazione

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