Come in tutte le cose non bisogna dare nulla per scontato e ciò che può apparire evidente sembra che alle pendici del Vesuvio, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, dei campi arati a pomodorini DOP del Piennolo, non è poi così reale. Grazie alla collaborazione tra il Corpo Forestale dello Stato, l’Arma dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e la Procura della Repubblica di Napoli, in un fondo, nei pressi della Cava Montone in via Barcaiola a Ercolano, del Parco Nazionale del Vesuvio sono stati disseppelliti una serie di fusti industriali Montedison dalla capacità di 200 litri che raccoglievano oli esausti e bitume al di sotto di uno strato di terreno compreso tra 1,50 metri e 60 centimetri.
In base allo storico delle analisi dell’Istituto zooprofilattico di Portici e del Consorzio di Tutela del pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP commissionate dal produttore, il prodotto agroalimentare non risulta contaminato o pericoloso per la salute umana. “Non è risultata la presenza di sostanze inquinanti o nocive per la salute umana né nel terreno di coltivazione, né nelle bacche di pomodoro“.
This post was published on Nov 6, 2014 13:26
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