Cronaca

Un sarcofago romano nella fontana del ristorante: sequestro a Pietravairano

di Fabio Iuorio 

Un sarcofago romano nascosto in bella vista, incastonato nella muratura di un ristorante come se fosse un qualsiasi elemento decorativo. Sembra la trama di un film, eppure è esattamente quello che è successo giovedì mattina, 16 aprile 2026, a Pietravairano, nel cuore del Casertano.
Sì, avete capito bene: un frammento di sarcofago in calcare risalente all’età romana imperiale, utilizzato come parte di una fontana decorativa sulla facciata di un noto locale della zona, lungo la SS. Annunziata. Storia e taglieri, antichità e menù del giorno, tutto nello stesso posto. Solo che questa volta la storia non era lì per abbellire il locale, ma per finire sotto sequestro.
A scoprirlo sono stati i Carabinieri della Stazione di Vairano Scalo, che al termine di una breve ma puntuale attività d’indagine condotta di propria iniziativa, hanno messo nel mirino il ristorante e deciso di effettuare un’ispezione accurata. Non erano soli: con loro il supporto tecnico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e il coordinamento a distanza dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli. Niente improvvisazione, insomma, tutto molto serio. Ed è proprio durante il sopralluogo che salta fuori l’elemento inaspettato: alla base della fontana in muratura campeggiava, ben visibile a chi sapeva dove guardare, una porzione di sarcofago antico. Nello specifico, la parte inferiore sinistra del manufatto, circa 60 per 40 centimetri, decorata con un bassorilievo raffigurante una scena di combattimento. Già, battaglie scolpite nella pietra duemila anni fa, finite a fare da ornamento a una fontana di un ristorante campano nel 2026. La storia, ogni tanto, fa giri davvero assurdi.
Il reperto ha ovviamente un significato storico e archeologico di tutto rispetto, e la sua presenza in quel contesto ha reso inevitabile l’intervento delle autorità. Il frammento è stato quindi sottoposto a sequestro.
C’è però un piccolo problema, abbastanza curioso: il pezzo non si può spostare senza rischiare di danneggiare sia il reperto stesso che la struttura che lo contiene. E allora? È rimasto dov’è, lasciato in loco e affidato in custodia giudiziaria al proprietario dell’immobile. Praticamente, il signore si ritrova a fare da custode ufficiale di un bene sotto sequestro incastonato nel suo stesso muro. Situazione, a dir poco, particolare.
Nel frattempo, i Carabinieri di Vairano Scalo hanno prontamente informato l’Autorità Giudiziaria, e l’intera vicenda è ora al vaglio per i successivi sviluppi investigativi. Un imprenditore del posto è stato denunciato in stato di libertà per violazioni in materia di tutela del patrimonio culturale.
Una storia che, al netto degli aspetti giudiziari ancora da chiarire, racconta ancora una volta quanto il sottosuolo della Campania custodisca tesori che nemmeno immaginiamo, spesso a portata di mano, nascosti tra i mattoni di un edificio qualunque. O, come in questo caso, proprio davanti ai nostri occhi.

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