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“Tracce. Storia dei migranti in Campania 1970-2020”, due presentazioni a Napoli

Papa Francesco ha convocato il 18 Marzo scorso nella Sala Nervi in Vaticano oltre 7.000 persone,tra migranti giunti in Italia con i corridoi umanitari (promossi da Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese e Cei-Caritas) e chi li ospita(famiglie, associazioni, persone singole, comunità, ecc)

Questo evento segna uno spartiacque nella consapevolezza della società civile rispetto al tema dei migranti, anzitutto mostrando come sia possibile un’accoglienza ed integrazione che al contempo dia garanzie di legalità e sicurezza sia a chi arriva, sia a chi offre ospitalità.

E ancora di più evidenzia come questa presenza sia secondo Papa Francesco “una benedizione per il Paese in cui voi migranti ora vi trovate

In realtà il tema delle migrazioni, lungi dall’essere un argomento “emergenziale”, costituisce ormai- in epoca di globalizzazione – un tratto che accomuna tante realtà a livello planetario: solo negli ultimi 50 anni il numero stimato dei migranti internazionali è aumentato notevolmente, facendo contare nel 2020 128 milioni in più rispetto al 1990 (153 milioni)

E’ un tema importante e complesso, anche per la dinamicità insita nel suo divenire.

Giunge pertanto opportuno ogni serio tentativo di fare il punto su questo tema.

E’ il caso del volume “Tracce- Storia dei migranti in Campania 1970-2020” di Francesco Dandolo, in stampa per le Edizioni IOD.

L’autore, Professore Ordinario di Storia Economica al Dipartimento di Scienze Politiche della Università Federico II° di Napoli, utilizza un approccio al problema di tipo scientifico, con l’accuratezza e la scrupolosità proprie dello storico di razza, che indaga le tante dimensioni in cui si articola tale fenomeno.

Dalla sorpresa degli anni ’70 di scoprire la Campania come terra di immigrazione, sino ad evidenziare i tratti più recenti dell’immigrazione, il racconto si articola anche attraverso le difficili e toccanti storie personali di tanti migranti, inserite e intessute nel problematico divenire della società campana degli ultimi 50 anni.

Da rimarcare come il “metodo scientifico” si armonizzi con una “pietas” civile, in parte figlia dell’insegnamento di tanti “padri nobili” della città (da GiuseppeGalasso ad Aldo Masullo), che guarda con empatia e al tempo stesso con realismo al susseguirsi degli avvenimenti descritti.

Ne scaturisce un ricco e inedito affresco della Campania, in cui però la presenza dei “nuovi europei” viene offerta come chiave di lettura per un futuro di convivenza possibile e auspicabile. Come scriveva – con pragmatismo e visione di lungo periodo -l’indimenticato maestroAldo Masullo:” Non si può fermare l’emigrazione. Il problema non è salvare chi arriva di volta in volta, ma dare uno sbocco sistematico a un fenomeno che non si può fermare

Il volume “Tracce” conduce per mano il lettore appunto a intravvedere e a ricercare possibili sbocchi a un fenomeno appunto non arrestabile, sulla base di dati, storie, connessioni con la realtà sociale puntuali e verificabili, secondo il criterio della verità oggettiva dei fatti.

Questa ricostruzione oltre a delineare il frutto di un lungo e certosino studio documentale, rappresenta un rilevante contributo culturale, un prezioso strumento di conoscenza, studio, ricerca e approfondimento sia per le agenzie culturali che per il comune cittadino.

Sarà possibile ascoltare riflessioni, analisi, considerazioni, proposte che scaturiscono dalla lettura di “Tracce” in una presentazione cittadina con qualificati relatori ed esperti della materia, che si terrà Mercoledì 19 Aprile nella chiesa di San Pietro Martire a Piazza Ruggero Bonghi, al centro storico.

“Tracce. Storia dei migranti in Campania 1970-2020”, due presentazioni a Napoli

Qualche giorno prima, Venerdì 14 Aprile, ci sarà un’analoga presentazione presso la Libreria Raffaello, a via Kerbaker al Vomero.

“Tracce. Storia dei migranti in Campania 1970-2020”, due presentazioni a Napoli

Due appuntamenti da non perdere.

Mario De Finis
Mario De Finis
Docente, formatore e autore di testi in ambito universitario. Credo che promuovere insieme una cultura inclusiva e di pace, ispirata da amicizia e solidarietà, possa cambiare la vita e la storia. A partire dai giovani e dai più fragili.
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