mercoledì, Settembre 22, 2021
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Superlega, la bolla di sapone dura solo 48 ore: si arrende anche Agnelli

Dopo il ritiro delle squadre inglesi dalla Superlega, i fondatori si sono dovuti arrendere, congelando un progetto che poche ore fa il presidente bianconero paragonava a un “patto di sangue”.

La Superlega si blocca dopo l’uscita dal progetto dei sei club inglesi: Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham e Liverpool. Nella notte i soci fondatori ne prendono atto e con un comunicato congelano tutto, spiegando che la Superlega “dovrà essere rimodellata”. E dopo le squadre inglesi, quindi, hanno fatto un passo indietro anche le tre spagnole (Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid) e le italiane (Juventus, Inter e Milan).

“La Super League Europeasi legge nel comunicato – è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo debba cambiare. Proponiamo una nuova competizione europea perché il sistema esistente non funziona. La nostra proposta è finalizzata a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l’intera piramide calcistica, anche aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall’intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà materialmente migliorati a tutte le parti interessate del calcio. Nonostante l’annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terze parti. Date le circostanze attuali, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica”.

E ad arrendersi è anche il presidente della Juventus Andrea Agnelli, che alla Reuters ha affermato come “il progetto non può andare avanti, dobbiamo essere franchi e onesti. Non si può fare un torneo a 6 squadre”. Proprio lui che in una intervista comunque pubblicata da ‘Repubblica’ e rilasciata ieri prima del terremoto interno alla Superlega, aveva affermato come questa avesse “il 100% di possibilità di successo”, perché tra gli organizzatori c’è (o meglio c’era, a questo punto) “un patto di sangue”. E per questo “andiamo avanti”. Il presidente della Juve apriva anche al dialogo con Fifa e Uefa: “Se ci fanno una proposta, valuteremo”. Affermando come l`obiettivo fosse quello di “creare la competizione più bella al mondo capace di portare benefici all`intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio”.

Nella sua lunga intervista a Repubblica, Andrea Agnelli si dice stabile alla presidenza della Juventus: “Chi afferma il contrario mi porta bene”, risponde il presidente bianconero.

Superlega, la bolla di sapone dura solo 48 ore: si arrende anche Agnelli
Francesco Monaco
Napoletano, giornalista, autore del romanzo 'Baciami prima di andare'. A tratti sognatore e pensatore. In attesa di capire il resto, forse di niente
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