Le truppe azzurre di Mazzarri conquistano Stoccolma, sbaragliano i vichinghi, conquistano in terra straniera il superamento del girone, sconfiggono il freddo rigido.
Il Matador entra nella storia: non solo crea le premesse per il gol dello svizzero con una percussione fulminea sulla sinistra, ubriaca di finte lo stordito difensore ma sigla il gol partita, l’ultimo al Rasunda Stadion prima di essere abbattutto. O meglio Edi demolisce lo stadio con il suo penalty, guadagnato e trasformato a tempo ormai scaduto. Tutto parte da un’iniziativa di Vargas, che non segna ma fa segnare il suo compagno di squadra e di reparto.
Al 35’ del primo tempo partenopei gelati dal pareggio di Danielsson: il suo colpo di testa beffa Rosati e si staglia sotto la traversa. Permangono le sbavature e le incertezze difensive. Nel secondo tempo Aronica rimedia il rosso.
“Un successo di carattere e intelligenza”: emerge in modo nitido la soddisfazione del tecnico. Una qualificazione dunque meritata, anche come risposta a chi pensava che il ciuccio snobbasse la competizione continentale.
Il 6 dicembre l’ultima partita del girone F. Contro il Psv al San Paolo sarà una formalità. Né più né meno. (Solo per lo “sfizio” di cantare agli amici olandesi “Arrivederci” – nota della redazione)
Diego Scarpitti
This post was published on Nov 24, 2012 0:48
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