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Un’altra bandiera duosiciliana sequestrata abusivamente dalla DIGOS

In questi giorni si è avviata una interessante e importante iniziativa all’interno del movimento culturale e politico neoborbonico partenopeo, in seguito al sequestro illegale da parte della DIGOS della storica bandiera duosiciliana al sig. Lino Tabbita, domenica scorsa allo Stadio San Paolo all’ingresso del cancello 18 del Settore Distinti.

Altre bandiere duosiciliane sequestrate dalla DIGOS abusivamente

Senza la redazione di alcun verbale, sulla base della totale ignoranza sul senso e sul significato della bandiera duosiciliana e contravvenendo a libertà costituzionalmente garantite, due agenti hanno verbalmente giustificato il sequestro, come riportato da testimoni oculari, affermando chenella Repubblica italiana è proibito ostentare vessilli monarchici.

Bandiere fasciste sì, bandiere duosiciliane no

Lasciando per un momento da parte le immediate considerazioni di rito, i pubblici ufficiali colpevoli dell’abusiva operazione, secondo le dichiarazioni dei testimoni erano due, “uno dei quali in borghese, presumibilmente un agente dell’antiscippo. Costui parlava con accento non napoletano, verosimilmente della provincia di Caserta o di quella vesuviana. Egli portava un codino e barba corta, capelli scuri e altezza massima 1m e 75cm. L altro agente era, invece, in divisa e dai modi più urbani anche se arroganti, capelli scuri, campano nell’accento, alto quasi 1m e 80cm“.
In base alle conferme del dirigente degli uffici del Commissariato di Polizia di Stato San Paolo, è stato assicurato che non è stata depositata alcuna bandiera duosiciliana e che non esistono verbali di sequestro in proposito.

L’avvocato della vittima cerca testimoni dell’accaduto

Attualmente è alla ricerca di possibili altri testimoni il legale della vittima dell’ingiustificato sequestro, Rocco Bruno Condoleo, e invitano a contattare per qualsiasi testimonianza in merito ai numeri telefonici e di fax 06-44249092 – 06-44241697.

Cosa è la DIGOS e quali sono le sue funzioni?

Il caso succitato non è il primo e non si comprende come mai di fronte alle bandiere leghiste, neofasciste, comuniste, indipendentiste sarde, etc. non si verifica il medesimo interesse della “polizia politica” italiana. Come da disposizioni la DIGOS dovrebbe tutelarci da eventuali attività eversive dell’ordine democratico, eppure in questo caso si continuano ad  ignorare quelle che hanno giustificato il sequestro. Inoltre la DIGOS, a differenza della Veceka, dell’Ovra o della Gestapo, dovrebbe lavorare a investigazioni di prevenzione e repressione dei reati contro la personalità interna e internazionale dello Stato e contro l’ordine pubblico, dai reati di terrorismo a quelli di natura politica, in genere, e non sequestrare bandiere. Un atto che è stato giustificato come repressione di una manifestazione reazionaria e monarchica contro lo Stato.

Cosa rappresenta oggi la bandiera del Regno delle Due Sicilie?

Come si può leggere sul sito ufficiale, il Movimento Neoborbonico non è né culturalmente né politicamente reazionario e monarchico. È invece, come il vessillo delle Due Sicilie testimonia, un movimento revisionista pronto a rileggere la storia italiana sulla base delle fonti non suffragate dall’ideologia sabauda e risorgimentale.

Cosa desiderano i circa 50.000 neoborbonici in Italia?

La bandiera duosiciliana non rappresenta una corona o una monarchia ma una coscienza meridionale e una lotta per l’autocoscienza delle proprie radici storiche preunitarie. A differenza dei leghisti e di molti altri movimenti la bandiera duosiciliana unisce una gran massa di persone (intorno ai 50.000) che pur avendo sottoscritto il vigente patto costituzionale non si rassegna alla versione ufficiale della storia patria.

Episodi recenti in cui la bandiera duosiciliana è stata sequestrata

Come già è accaduto recentemente, durante la parata militare dei bersaglieri sulla collina di Pizzofalcone, il sequestro abusivo della bandiera duosiciliana rimane abitudine della DIGOS. In quell’occasione i signori Ferdinando Ambrosio e Nicola Terlizzi, furono tratti in arresto per poi essere processati per ipotesi di vilipendo alla bandiera italiana. I due si erano limitati ad accodarsi al corteo in visita per la parata fino alla Caserma Nino Bixio. Nessuno dei due intonò cori offensivi o espose striscioni contro la bandiera italiana.

Leggi anche: Indipendentisti arrestati per aver esposto la bandiera Duosiciliana

Cosa prescrive la legge italiana i proposito?

Secondo la legge italiana non è reato esporre qualsiasi bandiera preunitaria e, seppure nella Costituzione è previsto l’articolo al divieto di ricostruire il partito fascista e partecipare a qualsiasi attività che lo contempla, questo non è il nostro caso. Poche ore dopo l’arresto i due neoborbonici furono rilasciati ma dovranno subire un processo per un reato non commesso. Come andrà a finire la storia delle bandiere duosiciliane sequestrate?

This post was published on Gen 14, 2015 12:16

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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