Il Maestro Francesco Guccini ci ha lasciati. Con lui si estingue il vero cantautorato d’autore degli anni 70.
Insieme a Fabrizio De André e Claudio Lolli faceva parte del trio più impegnato socialmente e più politicamente schierato. Siamo in molti, almeno quelli di un certo schieramento politico, a essere cresciuti con le sue canzoni: dall’irriverente Avvelenata alla travolgente, lunga ed emozionante La Locomotiva.
Quest’ultima è una storua, un racconto senza ritornello scritto da Francesco in 20 min , 13 strofe metricamente uguali, ognuna armonicamente divisa in due parti, caratterzzate da cambii di tonalità e velocità per coinvolgere emotivamente… quanti pianti.
Francesco era una persona schietta, semplice ma colta. Professore di mestiere e di vita, amava le cose semplici, piccole, vere: il vino, i gatti; le sue canzoni spesso parlavano di osterie e di amicizia. Fu importante nel 1968 la scrittura della canzone Primavera di Praga, con la quale raccontava, prendendone politicamente le distanze, l’invasione dei carri armati sovietici in Cecoslovacchia senza piegarsi a dogmatismi di partito.
Ironico con pezzi come La Genesi, mai banale, non era certo uno shredder, ma la sua chitarra era sempre funzionale al testo, il vero focus delle sue opere. Dal vivo era travolgente, simpatico, e i concerti finivano sempre con la suddetta Locomotiva.Oggi, vista la mediocrità, la banalità, la misoginia e l’inconsistenza dei testi – e mi assumo la piena responsabilità di quello che dico – noi, o almeno io, continueremo ad ascoltarti attraverso Cyrano, Un altro giorno è andato o Don Chisciotte.
Oggi fortunatamente, artisti come Daniele Silvestri, Caparezza o Margherita Vicario dimostrano che il bisogno di raccontare la società, la politica e le contraddizioni umane non si è spento.
In una delle sue ultime interviste gli dissero che qualcuno, diciamo “politicamente rilevante” aveva dichiarato di amare lui, Gaber e De André.
Francesco rise e disse: “Ma allora non hanno capito nulla”.
Ciao Maestro, ci lasci le tue canzoni in eredità, ma anche un grande vuoto umano.
“Io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi
Vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso”
da L’Avvelenata Francesco Guccini
This post was published on Ago 6, 2026 14:22
Una settimana per imparare come affrontare le emergenze, conoscere il territorio e vivere un'esperienza di…
Si è spento all'età di 86 anni Francesco Guccini, tra i più grandi protagonisti della…
Un viaggio tra le antiche domus illuminate, spettacoli itineranti e suggestioni che riportano indietro nel…
A Ponticelli un dodicenne resta ferito al termine di una lite con un coetaneo. Bastano…
Un controllo di routine si è trasformato in un inseguimento terminato con due arresti. Nel…
Domenica 9 agosto 2026, a partire dalle ore 21:30, la suggestiva cornice di Piazza Umberto…