venerdì, Giugno 18, 2021
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Scavi di Pompei: ora sono una scorciatoia per la stazione

Non bastano i furti, ora gli scavi di Pompei sono usati anche come scorciatoia per raggiungere più velocemente la stazione della Circumvesuviana

Ieri sera, alle 21.10 circa, gli uomini addetti alla sicurezza degli scavi di Pompei hanno notato dai monitor due giovani ragazzi con volti semicoperti che si aggiravano entro le mura della città sepolta, ed hanno subito avvisato le forze dell’ordine.

L’intrusione

Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalle ricostruzioni dei carabinieri giunti subito sul posto si evince che i due giovani avevano un’età compresa tra i 18 e i 20 anni e che avevano il viso semicoperto dal cappuccio della felpa. I ragazzi si sono intrusi negli scavi arrampicandosi sulle mura nei pressi di Porta Vesuvio e in soli 15 minuti sono arrivati a Villa dei Misteri dove poi sono usciti per recarsi alla stazione della Circumvesuviana sparendo nel nulla subito dopo. La conclusione a cui tutti sono arrivati è che i due ragazzi hanno violato gli scavi solo per usarli come scorciatoia per la stazione e per prendere in tempo il treno per Sorrento o per Napoli.

La falla nella sicurezza

Il sopralluogo dei carabinieri nell’area è stata diretta dal Colonnello Nicola Conforti, dal capitano Michele De Riggi e dal maresciallo capo Tommaso Canino che non hanno rilevato danni o furti negli scavi, almeno non questa volta; purtroppo, infatti, negli scorsi giorni la città sepolta di Pompei è stata derubata dell’affresco della Dea Artemide. Quello che preoccupa di più è che ormai gli scavi di Pompei sono alla mercè di tutti, chiunque può entrare e uscire indisturbato dalle mura e trafugare oggetti senza nessun controllo. Ladri, turisti indisciplinati e adesso addirittura persone che usano gli scavi come scorciatoia sono purtroppo i personaggi che ultimamente si vedono più spesso vagare per la città sepolta, o almeno in quello che ormai ne rimane.

Scavi di Pompei: ora sono una scorciatoia per la stazione
Rita Guitto
Vivo di cinema e letteratura e credo che il giornalismo sia un modo di essere, poi un lavoro. L’informazione è la giusta leva per far girare il mondo come dovrebbe.
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