martedì, Novembre 30, 2021
HomeAttualitàRiconosciuta come perseguitata ebrea, dopo la morte lo Stato chiede indietro 80mila...

Riconosciuta come perseguitata ebrea, dopo la morte lo Stato chiede indietro 80mila euro al marito 99enne

Riconosciuta come “perseguitata razziale”, dal 2007 al 2018, quando è morta, ha ricevuto l’assegno vitalizio di benemerenza che si rilascia ai cittadini italiani vittime di persecuzioni. Ora, però, i famigliari rischiano di dover restituire quel vitalizio, 80mila euro. A denunciare la vicenda è Ariel Finzi, rabbino della Comunità ebraica di Napoli e figlio di Messauda Fadlun, classe 1928, ebrea nata a Bengasi e cresciuta a Tripoli. Ieri la corte dei conti di Torino, competente per questo tipo di controversie, ha sospeso il provvedimento che dava ragione allo Stato e che la famiglia della donna aveva impugnato in attesa di ulteriori riscontri.

“Lo Stato chiede a mio padre Alberto, che ha quasi 99 anni, la restituzione di quella somma”, spiega Ariel Finzi sulle pagine locali del quotidiano la Repubblica. Alla donna è stato contestato che, essendo nata e cresciuta in Libia, non aveva in quel momento la piena cittadinanza italiana. E da questo, secondo gli uffici ministeriali, derivava l’insussistenza del diritto al vitalizio. Un’altra discriminazione per i famigliari della donna deceduta.

Redazione Desk
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.
RELATED ARTICLES

ARTICOLI RECENTI