Attualità

Quando Napoli era un laboratorio d’Europa: alla Santissima arriva “Una città intelligente”

Come si costruisce una città intelligente? Napoli proverà a rispondere a questa domanda attraverso il teatro, con un percorso che porta il pubblico alla scoperta di una storia fatta di conoscenze, relazioni, arte e capacità di mettere in comune le competenze.

Domenica 18 ottobre 2026, alle ore 11, il Complesso Monumentale della SS. Trinità delle Monache, conosciuto come la Santissima, e il Parco dei Quartieri Spagnoli ospiteranno Una città intelligente, un viaggio teatrale e itinerante nella Napoli dei secoli passati, quando la città era uno dei principali centri culturali ed economici d’Europa.

Il racconto parte da un’idea precisa: il valore di una città non dipende soltanto dalle persone che riescono a distinguersi nei diversi campi, ma anche dalla possibilità di mettere in relazione talenti, istituzioni, mestieri e cittadini. Un principio che oggi torna spesso nel dibattito sulle smart city, ma che Napoli aveva già sperimentato attraverso le proprie esperienze culturali, scientifiche ed economiche.

Il pubblico incontrerà figure che hanno lasciato un segno nella storia. Da Giambattista Vico, con la sua riflessione sulla conoscenza legata al fare, a Maria Lorenza Longo, impegnata nell’organizzazione della cura presso l’ospedale degli Incurabili. Ci sarà spazio anche per Caravaggio, legato al mondo delle botteghe e delle confraternite, e per Giuseppe Moscati, medico capace di unire ricerca scientifica, professione e attenzione verso le persone.

Il percorso si allargherà poi all’economia e alla formazione. I Banchi pubblici e la Fede di Credito mostreranno come la fiducia e la reputazione potessero diventare strumenti fondamentali per gli scambi economici. I Conservatori racconteranno invece un modello di formazione musicale nel quale il Partimento contribuiva allo sviluppo delle capacità degli allievi.

Tra le tappe del racconto ci saranno anche le osservazioni astronomiche di Giuseppe Piazzi, il pensiero di Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri, il liberalismo cattolico di Lord Acton e il ruolo dei Rothschild, che scelsero Napoli come uno dei punti della propria rete finanziaria europea.

Le voci che accompagnano questo viaggio attraversano epoche e discipline diverse. Accanto ai protagonisti della storia napoletana, il progetto richiama anche studiosi come Walter Benjamin, S.R. Epstein, Peter van Tour e Derrick de Kerckhove. Riferimenti differenti, accomunati dalla ricerca di una risposta a una questione ancora attuale: come possono le persone e le conoscenze contribuire alla crescita di una comunità?

Non sarà una rappresentazione da seguire restando seduti, ma un’esperienza immersiva della durata di circa 45 minuti in cui gli spettatori si sposteranno attraverso tre stazioni e diversi ambienti storici, accompagnati da interpreti che daranno voce a personaggi e prospettive differenti. A guidare il percorso ci sarà anche il flauto dal vivo di Caterina D’Amore.

L’idea è di Roberto Manzi, mentre i testi originali sono firmati da Guido Liotti e Marinella Di Martino. La regia è affidata a Guido Liotti. Le letture saranno curate da Roberto Cervone, Roberta Misticone e dallo stesso Liotti.

L’appuntamento è organizzato da Gente Green APS, con il Comune di Napoli, attraverso l’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive e l’Assessorato alla Salute e al Verde.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione tramite WhatsApp al numero 347 6355343.

Un’occasione per guardare Napoli da una prospettiva diversa, riscoprendo le esperienze che hanno legato sapere, lavoro e vita collettiva. Perché, molto prima delle tecnologie di oggi, una città poteva crescere anche grazie alla capacità delle persone di imparare le une dalle altre.

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