mercoledì, Maggio 18, 2022
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Pompei, 160 reperti del Mann di Napoli in mostra a Tokyo

Al via venerdì, presso il Tokyo National Museum, la mostra itinerante ‘Pompei’, realizzata con 160 reperti del Mann

Un allestimento evocativo, che ricostruisce la vita nelle antiche città vesuviane: al via venerdì, presso il Tokyo National Museum, la mostra itinerante ‘Pompei’, realizzata con 160 reperti del Mann, il Museo archeologico nazionale di Napoli. L’evento coinvolgerà, sino a dicembre 2022, le prefetture di Kyoto, Miyagi e Fukuoka: le tappe successive dell’esposizione includeranno il Kyoto City Kyocera Museum of Art e anche il Kyushu National Museum.

Con il Giappone abbiamo intrapreso un importante viaggio culturale, iniziato due anni fa – ha detto il direttore del Mann, Paolo Giulierini l’arte crea ponti tra i popoli e gli esiti finali di questa operazione, che ritengo possa forse essere la più importante nei rapporti tra Giappone ed Italia, sono costituiti da due obiettivi: il restauro del Mosaico di Alessandro, possibile anche grazie al generoso contributo di The Asahi Shimbun, e la realizzazione della grande mostra su Pompei, organizzata da The Asahi Shimbun e Nhk.

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Questa mostra porta in Giappone reperti provenienti da contesti noti ed intende approfondire settori fondamentali della vita della celebre città vesuviana: passando dalla scoperta, che è stata la fortuna dell’archeologia occidentale, si giunge all’analisi della dimensione quotidiana, che avvicina le sensibilità di popoli, lontani nel tempo e nello spazio, ma pur sempre legati dalla necessità di fronteggiare le avversità della natura“.

Le storie della città antica di Pompei e del Museo Archeologico nazionale di Napoli sono indissolubilmente legate. Non è possibile, infatti, comprendere gli accadimenti che interessarono Pompei senza conoscere le Collezioni pompeiane conservate presso il Mann e, viceversa, una visita alle sale del Museo non preceduta dagli itinerari percorribili nella città antica risulterebbe priva di senso“, ha sottolineato Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco archeologico di Pompei.

La mostra è articolata in cinque sezioni: L’eruzione del Vesuvio e il seppellimento di Pompei; La città di Pompei: architettura pubblica e religione; La società pompeiana; La prosperità di Pompei e Storia degli scavi, oggi e nel passato. Filo conduttore dell’allestimento è il legame tra le città (Pompei, Ercolano, Tokyo, Kagoshima) e i vulcani.

In mostra, saranno visibili al Tokyo National Museum sino al 3 aprile 2022, contesti archeologici dalle Case del Fauno, del Citarista e del Poeta Tragico; anche grazie al lavoro di scavo nei depositi, svelando suppellettili (bronzi e vetri), sculture ed affreschi che decoravano domus e edifici pubblici romani, si darà testimonianza della cultura materiale che caratterizzava l’area vesuviana nel suo complesso.

Nel percorso sarà possibile ammirare anche due statue, in marmo bianco di Paros, provenienti dalla Villa Augustea di Somma Vesuviana: un Dioniso con pantera e una peplophoros, entrambe opere recuperate grazie alla campagna di scavo condotta dall’Università di Tokyo ed esposte nel Museo Storico archeologico di Nola (Napoli).

Redazione Desk
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