In scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli dal 17 dicembre al 3 gennaio (giovedì, venerdì e sabato alle 21.00 e domenica alle 18:00), lo spettacolo ‘Passioni in… cantate‘, con Patrizia Spinosi e Maurizio Murano per la regia di Mariano Bauduin. E con Michele Bonè Chitarra, Ernesto Bravo Pèrez Chitarra. Assistente alla regia Simona Esposito. Trucco e Parrucche Artimmagine (non solo Make Up). Segreteria di produzione Maria Gigante Rosa Manfredii Impianto Audio e Luci Francesco Strino. Ufficio Comunicazione Patrizia Spinosi, Giammarco Putignano, Gaetano Immanu’el Amore. Direttore di scena Alberto Petrone. Segretario artistico Gianandrea Ventrella. Ufficio Amministrativo Michele Bonè, Valeria Mazzone. Foto di scena Giacomo Carosi. Immagine Locandina Spectra Foto. Direzione artistica Mariano Bauduin, Mario Brancaccio. Costumi Zaira De Vincentiis.
info e prenotazione Valeria Mazzone 335 5962063
Pagina Facebook ‘PASSIONI IN… CANTATE’
Sono partito da una cantata di Alessandro Scarlatti , passando per Cimarosa, per Mario Costa, E.A.Mario , Lama, De Giovanni , per tornare a Logroscino, Paisiello, i canti salentini , Luigi Ricci ecc. Non e’ un percorso con dinamiche temporali, non e’ un viaggio all’interno della musica napoletana, assolutamente no, e’ una specie di “incantamento” o un “incatenamento” dei sentimenti amorosi legati a suoni antichi e moderni, in un corto circuito della memoria, dove quello che sembra moderno si traveste di antichita’ e viceversa… i suoni vivono un rapporto tutto loro con il tempo e quindi affrancandoli da determinate collocazioni storiche acquistano un nuovo senso del tutto teatrale. L’azione e’ puramente settecentesca, il mondo a cui ci riferiamo e’ una della piu pura formalita’, eppure i suoni ne determinano un nuovo e autentico gioco di specchi e di rimandi. Quello che si racconta e’ la Passione e il sentimento amoroso nelle sue pieghe e nelle sue autentiche sonorita’. Non ho voluto preoccuparmi di nessuna filologia, ne’ filosofia dell’amore, ma di una filosofia dell’anima, o una filosofia del cuore, inseguendo stati d’animo e ignoti moti come li avrebbe definiti Jung nei suoi studi sulla Libido, basati su concetti di inconscio collettivo, interpretazione del simbolo ed energia psichica e non piu’ suoi concetti di pulsione sessuale e di morte, Io, Es, e Super-io della scuola freudiana. Jung, mettendo in luce la presenza di archetipi nell’inconscio dell’uomo, propose la Libido come “energia psichica” perdendo dunque il significato originario di pulsione sessuale e acquistando il significato di “trasformazione spirituale”.
This post was published on Dic 19, 2015 11:57
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