Il T.A.R. Campania respinge il ricorso della Pubblica Assistenza Flegrea – Onlus, organizzazione non lucrativa che opera nel settore dei servizi sociosanitari, e conferma che in tale ente sussiste il pericolo di condizionamento mafioso, con ambienti della criminalità organizzata riconducibili al clan dei Casalesi.
Nella sentenza si legge che la Pubblica Assistenza Flegrea – Onlus ha chiesto ricorso in quanto sostiene che “il primo giudice avrebbe ritenuto erroneamente come ‘assodata’ la contiguità di Vincenzo Di Maio Mastellone, di recente deceduto, e fino allo scorso mese Presidente della Pubblica Assistenza Flegrea, con ambienti della criminalità organizzata riconducibili, attraverso i fratelli Luciano e Giuseppe Di Cicco, al clan dei Casalesi”.
Vincenzo Di Maio Mastellone figura nei provvedimenti emessi dal Tribunale di Napoli nei confronti di Luciano e Giuseppe Di Cicco e, in particolare, nell’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere nei loro riguardi, emessa dal G.I.P. presso tale Tribunale, quale socio occulto, dominus e gestore della società Fly Security & Service di Di Maio Mastellone Maria & C. s.a.s., di cui socia accomandataria e legale rappresentante è la figlia, con lui convivente prima della morte di questi, Maria Di Maio Mastellone.
E l’informativa prefettizia ha evidenziato che nei confronti della Fly sopra citata è stata emessa il 27.2.2015 un’altra informativa prefettizia, dove è sostanzialmente emerso che tale società fosse controllata dal clan dei casalesi che, attraverso i fratelli Di Cicco, intimidivano i negozianti perché “accettassero”, pagando un modesto corrispettivo, l’attività di vigilanza da parte di tale società.
Nella sentenza si legge inoltre che “di fronte a tale quadro indiziario, grave e allarmante, non appare né illogico né irragionevole ritenere, come ha fatto l’autorità prefettizia, che il medesimo pericolo di condizionamento mafioso all’interno dell’impresa valga anche per l’attività di Pubblica Assistenza Flegrea – Onlus, stante il rapporto di stretta contiguità tra l’ora defunto Vincenzo Di Maio Mastellone e i fratelli Di Cicco, che avrebbero agito da autentici domini della Fly e che altrettanto presumibilmente avrebbero potuto o potrebbero fare, attraverso altri affiliati, collaboratori o altre compiacenti figure di ‘affiancamento’, con la Pubblica Assistenza Flegrea – Onlus”.
In presenza di tali gravi elementi emergenti dalle risultanze penali e ben evidenziati dal provvedimento interdittivo, la sentenza del T.A.R. campano, che ha ritenuto la valutazione dell’autorità prefettizia fondata sul ragionevole convincimento di una possibile contiguità della Pubblica Assistenza Flegrea – Onlus alla criminalità camorristica, sia esente da censura e meriti conferma. L’appello, quindi, non può che essere respinto, ferma restando ogni ulteriore valutazione dell’autorità prefettizia su ulteriori elementi sopravvenuti che dovessero essere fatti valere, eventualmente, in sede di aggiornamento da parte dell’odierna appellante, anche in seguito alle recenti dimissioni e al successivo decesso di Vincenzo Di Maio Mastellone. Appello dunque respinto e confermata la sentenza impugnata.
This post was published on Dic 19, 2015 11:35
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