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Nessuno tocchi Milano: “Se vuoi la mafia o la camorra vai a Napoli”

In ventimila circa, ieri si sono riuniti nel corteo ‘Nessuno tocchi Milano’, come risposta, su invito del sindaco Giuliano Pisapia, agli incidenti del primo maggio. Il corteo è partito da piazzale Cadorna e ha imboccato via Carducci, ripercorrendo quindi a ritroso il percorso del black bloc che l’altro giorno hanno devastato la zona. Durante il tragitto, tra gli applausi di molte persone sul marciapiede o affacciate alle finestre, sono state ripulite le scritte dai muri ed è stato rimesso in ordine quanto lasciato ancora da sistemare. In testa al corteo, lo stesso primo cittadino, con la fascia tricolore oltre a molti altri amministratori.

La manifestazione ‘Nessuno tocchi Milano’ solo un’ennesima prova di un pregiudizio fin troppo radicato

E fin qui tutto normale. Nel pieno diritto. Anche apprezzabile, se si vuole. Ma, ancora una volta, da qualcosa di positivo, nasce la dimostrazione di quanto l’Italia sia un paese profondamente diviso al suo interno. Pieno di quei pregiudizi che sfociano nel razzismo più radicato.

Basta osservare questo video pubblicato dal Corriere della Sera. Nel momento in cui un’attivista No Expo, presente alla manifestazione, è stata duramente contestata. “L’Expo porta lavoro. Dà da mangiare alle persone”. E’ stata la frase che più di tutti le è stata riferita a giustificazione dell’evento. Frase alla quale la ragazza ha ribattuto con un “E allora, solo per questo va giustificato tutto? Va giustificata la mafia?”. E qui il pregiudizio. Il razzismo. “Vai a manifestare sotto casa dei mafiosi. Vai a Napoli, vai dalla camorra”. Napoli? E cosa c’entra Napoli?

“Per trovare mafiosi e camorristi è necessario andare a Napoli”. A ‘Nessuno tocchi Milano’ ancora episodi razzisti

Ancora una volta. Da una discussione su un evento che con Napoli ha poco o nulla a che fare, la città partenopea viene tirata in ballo. Invece di pensare ai motivi per cui ci sono stati rinvii a giudizio. Alle intercettazioni telefoniche. A ciò che sta contaminando l’Expo, si pensa a Napoli. Anzi. Peggio ancora. Si ammette che mafia e camorra siano riuscite a toccare l’evento, ma si afferma che per trovare mafiosi e camorristi, si debba andare sotto le loro case a Napoli. Ancora una volta vista come la fonte di ogni male. Ma forse a esserlo, a essere la fonte di ogni male, sono proprio quel pregiudizio e quel razzismo che ancora una volta non hanno perso occasione per uscire allo scoperto.

This post was published on Mag 5, 2015 12:00

Francesco Monaco

Napoletano, giornalista, autore del romanzo 'Baciami prima di andare'. A tratti sognatore e pensatore. In attesa di capire il resto, forse di niente

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