Quando ne uscirete, dovrete chiederci scusa

Dalla sua stanza, il punto di osservazione dello speaker di ‘Radio Base’, Pio Russo, che in passato ha trasmesso sulle frequenze di diverse radio del territorio, ma che, da circa tre anni, combatte contro una vasculite che, legata ad altre complicazioni, gli impedisce di muoversi di casa.

Dalla sua stanza, il punto di osservazione dello speaker di ‘Radio Base’, Pio Russo, che in passato ha trasmesso sulle frequenze di diverse radio del territorio, ma che, da circa tre anni, combatte contro una vasculite che, legata ad altre complicazioni, gli impedisce di muoversi di casa.

di Pio Russo

Quando ne uscirete, perché ne uscirete, molti di voi dovranno chiedere scusa a me ed a quelli come me. Non perché sia un obbligo o una necessità, ma per la profonda delusione causata e la pessima prova di essere umani che avete dato.

Dalla mia stanza ho un punto di osservazione privilegiato e riesco a vedere e capire meglio tante cose. E’ davvero deprimente assistere ai vostri lamenti sullo stare in casa, sulla noia, sul sentirsi in gabbia per non potere uscire.

In primo luogo dovete rispetto a coloro che in questa emergenza hanno perso parenti ed amici, a chi si trova a combattere in prima linea e poi a quelli come me che in casa c’erano, ci restano e ci rimarranno. Posso giustificare coloro che in questo momento stanno rinunciando davvero a qualcosa come il lavoro, ma non quelli a cui manca la palestra, la serata nei locali o sciocchezze simili perché queste cose torneranno così come voi tornerete ad essere quelli di prima e cioè vuoti e strafottenti.

Ho visto persone fare a gara per andare a fare la spesa o per portare a spasso il cane spesso violando qualsiasi regola. Io non ce l’ho un cane ed anche se l’avessi non potrei neanche portarlo a pisciare.

Quando esco il 99% delle volte è per andare in ospedale e quando, raramente riesco a fare altro, non posso farlo mai da solo e soprattutto non riesco a resistere più tanto, pagandone poi le conseguenze fisiche. E “grazie” a questa emergenza chi veniva a trovarmi non potrà farlo per chissà quanto tempo, visto che per me è sempre stato ancora più pericoloso il contatto anche prima del coronavirus.

Non ho la libertà di cui godono le persone “normali”, neanche quella di potermi gestire per lavarmi o andare in bagno, ma sono più libero di tanti perché se voi vi lamentate di non poter uscire, di non poter vivere il mondo come vorreste, io, se dovessi stare meglio, non voglio di certo stare in un mondo egoista dove contano più le apparenze che la sostanza. Preferisco restare nella mia stanza dove ho tutto.

Voi credete di essere felici, io sono almeno sereno. Alcuni dicono che io sia un esempio, ma ho sempre sostenuto di non esserlo perché dagli esempi si cerca di imparare qualcosa…Da questa esperienza dite che ne uscirete diversi, ma ho paura che molti ne usciranno peggiorati e mi dispiace per loro. Nonostante tutto quello che ho appena scritto, e su cui non mi dilungo per non risultare noioso, e nonostante le mie difficoltà nessuno può riuscire a minare il mio buonumore che è l’aiuto più grande che ho.

E scusatemi se mi consolo vedendo quanto è vuota la vita di alcuni fatta solo di futilità, mentre io dalla mia brutta esperienza sono riuscito a trarne qualcosa di buono ed avere una parvenza di vita fra quattro mura.

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