venerdì, Febbraio 23, 2024
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Napoli, presidio di lotta davanti all’ospedale San Giovanni Bosco: continua la mobilitazione in difesa della sanità pubblica

Si è tenuto ieri il presidio indetto dall’SGB davanti all’Ospedale S. Giovanni Bosco – zona Capodichino – durante il quale sono stati distribuiti volantini informativi sulla chiusura del Pronto Soccorso e su altri tagli alla sanità campana.

Il presidio ha costituito un ulteriore appuntamento di lotta dopo il presidio di dicembre nel rione Sanità davanti all’Ospedale San Gennaro, anch’esso oggetto di depotenziamento.

Hanno partecipato mera 25 al presidio alcuni dei lavoratori in appalto all’ASL NA 1 Centro, Asl NA 2 due Nord (compresi i licenziati per rappresaglia), abitanti del quartiere Capodichino, l’ex direttore sanitario dell’Ospedale, esponenti del comitato diritti    dell’ammalato e alcuni rappresentanti di partiti politici di opposizione sociale alla giunta De Luca.

L’iniziativa di ha voluto costituire anche un atto di solidarietà ai familiari della bambina deceduta, nei giorni scorsi, a Boscotrecase proprio a causa della mancanza del pronto soccorso sul territorio.

Non è ammissibile che a ridosso di uno dei principali aeroporti del Paese venga dismesso il pronto soccorso di un ospedale in una città come Napoli si registra una popolazione triplicati a causa delle presenze turistiche.

La lotta degli operatori e degli utenti degli ospedali S. Gennaro e San Giovanni Bosco è la stessa lotta di quelli dell’ospedale di Boscotrecase, una lotta per la sanità pubblica, per il diritto alla vita, compromesso da decenni di tagli, di esternalizzazioni ne di privatizzazioni.

La lotta prosegue per maggiori investimenti nella sanità pubblica, per il ritiro immediato della Cassa Integrazione nell’appalto di sanificazione e pulizie (Consorzio CSI) nell’ ASL NA 1 – Centro e per la graduale internalizzazione di questi lavoratori.

Redazione Desk
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