di Giuliana Gugliotti e Manlio Converti
Novanta racconti per descrivere Napoli. Le sue bellezze e le sue brutture, i suoi miti intramontabili e le antiche leggende, l’incommensurabile bene e il male più profondo. Attraverso i 90 numeri della Smorfia. Con “Novanta“, sua seconda fatica letteraria, Lorenzo Marone si consacra all’attenzione del pubblico – napoletano e non solo – come voce crescente del panorama letterario partenopeo.
Ieri la presentazione del libro alla Feltrinelli, alla presenza dell’autore Lorenzo Marone e dei giornalisti Titti Marrone e Carlo Franco.
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“Novanta” è una raccolta di racconti ispirata a episodi di vita vissuta, aneddoti, eventi realmente accaduti, fatti di cronaca. Dalla triste vicenda di Gigi e Paolo, uccisi per sbaglio dalla camorra in una notte d’estate, a Pianura, raccontata nell’episodio numero 17, “‘a disgrazia”, alla vita di “Nanninella”, numero 26, un’adolescente del Parco Verde di Caivano, imprigionata mente e corpo dai fumi delle nubi tossiche che quotidianamente infestano quel maledetto triangolo di morte, alla storia di “Pulcinella”, numero 75, intraprendente parcheggiatore e “procacciatore” di numeri di prenotazione.
Un libro che è un vero e proprio omaggio alla città, dalle cui pagine Napoli emerge, stagliandosi in tutta la sua pienezza come luogo a tratti incomprensibile, e tuttavia magico, carismatico, affascinante. Tanto da far pensare, come afferma Titti Marrone, che “esiste una vera e propria antropologia partenopea“, stratificata da secoli e secoli di contaminazioni, eppure ancora sufficientemente porosa da accogliere le più moderne influenze, in cui il vecchio si rimesta costantemente col nuovo dando vita a una cultura unica e irripetibile. Ed è proprio da questo costante rimescolamento che nasce “Novanta”, un libro in grado di sintetizzare antico e moderno in una narrazione che, seppure spezzata in 90 racconti, risulta omogenea, corale. Ne viene fuori un mosaico, in cui ogni storia è una tessera indispensabile e perfettamente collocata.
Scritti in uno stile scarno e privo di fronzoli, in un ritmo narrativo incalzante e denso, i 90 racconti di Marone catturano il lettore proiettandolo direttamente nel cuore di una napoletanità variegata e caleidoscopica, cangiante e tuttavia ferma, ruotante intorno al perno inossidabile di tradizioni antichissime che ancora oggi vivono nelle viscere più profonde e nei suoi dimenticati anfratti.
15 gennaio 2013
This post was published on Gen 15, 2014 17:57
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