A chi vive Napoli. Non quella delle cartoline, ma quella dei giorni feriali.

Qualche tempo fa Pessoa Luna Park ha lanciato una domanda semplice e difficile: “Napoli, dove sei finita?”

È una domanda che non chiede una risposta immediata. Resta lì, sospesa. Intanto la città continua a cambiare sotto i nostri occhi, spesso senza che ce ne accorgiamo davvero. Il turismo spinge, gli affitti esplodono, i quartieri cambiano pelle. Le diseguaglianze restano. A volte si spostano, a volte diventano meno visibili, ma non scompaiono.

Napoli è dentro un processo di trasformazione continuo, e non sempre governato. Molte decisioni arrivano dall’esterno. Molti effetti li viviamo dall’interno. La sensazione diffusa è quella di abitare un luogo che si muove velocemente, mentre chi lo vive ogni giorno fatica a trovare spazi per incidere davvero.

È dentro questo scenario che nasce Utopie Situate – Design Jam 2026 (IV edizione).

Non come esercizio astratto. Non come evento vetrina. Ma come tentativo concreto di fermarsi, mettersi intorno a un tavolo e progettare a partire da dove siamo. Con i limiti, le tensioni e le possibilità reali della città.

Utopie Situate è una maratona di co-progettazione di tre giorni, durante la quale si lavora in team per immaginare risposte rapide, collettive e attuabili. Non soluzioni definitive, ma ipotesi serie. Situate, appunto: nello spazio, nel tempo, nelle relazioni.

La sfida di quest’anno parte da un oggetto urbano familiare, spesso invisibile: l’edicola.

Non come simbolo nostalgico di un passato che non torna, ma come possibile presidio di comunità. Un luogo capace di cambiare funzione, di ibridarsi, di tornare a essere attraversato. Un punto di contatto tra informazione, servizi, relazioni, prossimità.

La domanda non è “come salvarla”, ma qualcosa di più complesso: come può un’edicola diventare utile alla città di oggi?

Si partecipa come jammer, da soli o in gruppo. Chi si candida individualmente viene inserito in un team. Durante la design jam si lavora intrecciando tre ruoli, che non sono compartimenti stagni ma prospettive che si contaminano:

Materici: materiali, montaggio, fattibilità – Iconici: segni, linguaggio, comunicazione – Nomadici: comunità, attivazione, governance

Io parteciperò come Oracolo, insieme ad altri ed altre professionisti provenienti da ambiti diversi. Il nostro ruolo non è dare risposte, ma accompagnare i team: feedback, riferimenti, confronto, qualche attrito utile. L’obiettivo è rendere i progetti più solidi, coerenti e soprattutto attuabili.

Dove e quando
Napoli | DiARC, via Forno Vecchio + La Santissima ️ 19–21 febbraio 2026 ✍️ Candidature aperte fino al 13 febbraio (ore 12:00)

Qui trovi tutte le informazioni: www.collettivopessoa.it/utopie-situate-2026

E qui il FORM per candidarti

Se vivi Napoli, questo non è solo un evento da segnalare. È uno spazio in cui provare a esercitare immaginazione collettiva, responsabilità e progetto. Non per risolvere tutto, ma per non restare fermi a guardare mentre la città cambia senza di noi.

Ci vediamo ai tavoli. Con le domande giuste, prima ancora delle risposte.

This post was published on Feb 2, 2026 19:00

JCompagnone

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