È morto Eugenio Ciancimino, storico direttore dell’AGI in Campania per oltre vent’anni. Originario di Belmonte Mezzagno, aveva 89 anni. Il cordoglio del presidente Lucarelli.
Il giornalismo campano e siciliano piange la scomparsa di Eugenio Ciancimino, morto nella notte a 89 anni. Con lui se ne va non soltanto un cronista di razza, ma un uomo di cultura capace di attraversare i decenni della Prima e della Seconda Repubblica con l’eleganza di chi sa osservare il potere senza mai farsi ammaliare da esso.
Originario di Belmonte Mezzagno, nel palermitano, Ciancimino aveva mosso i primi passi nel giornalismo d’assalto della Palermo degli anni Sessanta. Dopo una parentesi come capo ufficio stampa della compagnia aerea ATI, la svolta professionale arrivò nel 1972, quando assunse la guida dell’agenzia AGI in Campania. Per oltre vent’anni, fino al 1995, fu il motore dell’informazione regionale, gestendo con equilibrio e tempismo il flusso incessante di notizie in una terra complessa, soprattutto in quel periodo storico.
Cresciuto nell’alveo della destra sociale ai tempi di Giorgio Almirante, Ciancimino incarnò un esempio di etica professionale oggi sempre più difficile da trovare: la capacità di separare nettamente l’appartenenza politica dal dovere di informare. Nelle sue direzioni e nei suoi pezzi non c’era spazio per la propaganda, nonostante le sue profonde convinzioni. «Erano due mondi che convivevano in lui, ma restavano sempre distinti», ricordano i colleghi. Una lezione di onestà intellettuale che lo rese stimato trasversalmente, da alleati e avversari politici.
Trasferitosi a Cava de’ Tirreni, Ciancimino non aveva mai davvero smesso di lavorare. Era diventato un punto di riferimento per il giornalismo salernitano, collaborando con Telecolore e lanciando nel 2011 il portale Informazione Salernitana. Fino agli ultimi giorni aveva continuato a offrire le sue analisi lucide sulle colonne di Ulisse online.
Forse il contributo più duraturo della sua carriera resta quello didattico. Presso l’istituto Della Corte-Vanvitelli aveva tenuto numerosi seminari di giornalismo, trasmettendo ai più giovani non solo le tecniche del mestiere, ma soprattutto il valore del rispetto per la verità. Un insegnamento che sopravvive nelle mani di chi lo ha ascoltato.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha espresso il cordoglio di tutta la categoria, ricordandolo come un «collega scrupoloso e generoso». Questa mattina, durante un convegno di formazione a Salerno, l’aula si è fermata per un minuto di silenzio: l’ultimo, doveroso omaggio a un maestro che per oltre mezzo secolo ha saputo raccontare la realtà con rigore e passione.
This post was published on Mag 4, 2026 17:36
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