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Migranti: a Napoli una flotta di 125 barche per “Mare di pace”, corteo dedicato a Carola

125 imbarcazioni registrate per il corteo ‘Napoli, un mare di pace’, l’iniziativa lanciata dal sindaco Luigi de Magistris per sensibilizzare sul tema dell’accoglienza

125 imbarcazioni registrate per il corteo ‘Napoli, un mare di pace’, l’iniziativa lanciata dal sindaco Luigi de Magistris per sensibilizzare sul tema dell’accoglienza

Sono 125 le imbarcazioni registrate per il corteo ‘Napoli, un mare di pace‘, l’iniziativa lanciata dal sindaco Luigi de Magistris per sensibilizzare sul tema dell’accoglienza. Lo scorso gennaio, al Teatro Augusteo, il primo cittadino parlo’ per la prima volta di una “flotta napoletana”, che avrebbe dovuto coinvolgere 400 barche. Questa mattina, dal Molosiglio, hanno preso il largo 60 imbarcazioni, 36 a vela, 12 a motore e 15 a remi, che raggiungeranno Capo Posillipo. Sulla ‘Pilgrim’, messa a disposizione dal Circolo Savoia, e’ salito il sindaco, che ha definito l’inziativa come “una testimonianza“. Con lui anche alcuni rappresentanti delle Ong impegnate nel salvataggio dei migranti.

 

Migranti, Metz: “siamo tutti con Carola”

Siamo tutti con Carola – dice Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, nave della piattaforma Mediterranea saving humans, al momento sotto sequestro – la nostra imbarcazione Mediterranea partecipa a questo corteo e per la giornata di oggi sara’ ribattezzata ‘free Carola’ perche’ riteniamo che l’esercizio del diritto da parte della comandante della Sea Watch 3 sia stato giusto e corretto“. Stefano Bertoldi di Sos Mediteranee sottolinea l’importanza del lavoro delle Ong, che sono “testimoni scomodi. A bordo della Aquarius – ricorda – sono state raccolte testimonianze orribili di violenze assurde“. Tornando sul caso della Sea Watch 3, Livia Zoli di Action Aid ribadisce che “la legge del diritto umano dev’essere la prima legge da rispettare e tutelare in queste situazioni. Nella situazione di Carola non si poteva fare nulla di diverso“.

Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, parla invece di “travisamento del vocabolario: oggi chi salva e’ un criminale – argomenta – chi chiude i porti e’ un eroe e questo e’ un paradosso da cui dobbiamo usire“. De Magistris conferma che “il porto di Napoli e’ sempre aperto” e aggiunge che, con iniziative come questa, “la citta’ si schiera e non perde la sua caratteristica storica di accoglienza e integrazione“.

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