Il movimento di Insorgenza Civile sostiene battaglie di libertà contro questioni che riguardano il rapporto tra ambiente, lavoro e territorio nel nostro Paese, ma soprattutto al meridione.
L’Ilva di Taranto è uno dei più grandi poli inquinanti che esiste nel Sud Italia, pertanto una questione di grande interesse che non può di certo passare inosservata. “La decisione della magistratura sull’Ilva di chiudere gli impianti arriva tardi, è da tempo che come movimento denunciamo questo scempio” – spiega Lucilla Parlato – il tasso di mortalità infantile cresce sempre più”.
E’ prioritario difendere la salute, il territorio e l’ambiente.
Queste le battaglie che si propone di portare avanti Insorgenza Civile, per eliminare il divario tra nord e sud, per assicurare una vivibilità accettabile dei territori, per restituire voce a quanti ne hanno perso la speranza.
Tante le accuse rispetto alla questione di Taranto e gli stanziamenti per la bonifica dell’area consistono in pochi milioni di euro, briciole, rispetto ad analoghe operazioni attuate al nord. La bonifica ambientale, comunque, risulta essere l’unica strada percorribile per Insorgenza, come anche la delocalizzazione dell’Ilva per tutelare gli abitanti della zona di Taranto.
Un movimento meridionalista serio non può non tener conto di questa situazione e combattere contro una situazione diventata ormai insostenibile.
Di Simona Coppa
This post was published on Ott 10, 2012 10:36
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