mercoledì, Giugno 12, 2024
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‘Legends’, Renica: “Vincere a Napoli regala l’eternità”

Le dichiarazioni di Alessandro Renica alla trasmissione Legends – Ci vediamo a Napoli, produzione cura Nexting, in onda su Napflix (canale 116) e Canale 8 (numero 14 sul telecomando) ogni giovedì alle ore 21:00.

“Il mio percorso nel calcio è stato interessante e ho vinto tanto ma ho capito che potevo davvero avere delle chance di emergere al Torneo di Viareggio, dove venni eletto miglior giovane. Vivevo in un quartiere difficile, una piccola Bronx degli anni ’70, girava molta droga. Il calcio e la mia famiglia mi hanno evitato di frequentare ambienti molto pericolosi. Tanti miei amici usavano sostanze. Questo anche per dire quanto è importante lo sport. A me ha aiutato molto. Baggio e Mancini? Roby lo sento, Il Mancio un po’ meno. Sono umili e disponibili, come lo era Maradona e come lo è anche Bruno Giordano. Ho avuto la fortuna di giocare con gente che aveva colpi fuori dalla normalità. Giocare con loro era un onore. Vialli? Un uomo stupendo, provo molta tristezza, sotto questo punto di vista è stato un anno terribile. Abbiamo perso lui e Mihajlovic, grandi uomini. Vialli era elegante, signorile e umile fuori dalla normalità. Gianluca era un leader come Maradona, in campo e fuori. Il mio rapporto con Maradona? Posso solo dire che Diego era ricordato da tutti con parole amorevoli per la sua disponibilità, per il suo non sentirsi mai superiore agli altri. Quando sono arrivato a Napoli ho pensato fosse un diamante prezioso. Io parlo sempre più che di Maradona, di Diego. Non potevi non amarlo perché era di una bontà e di un’umiltà incredibili, mai trovate in altri grandi campioni.  L’occhio nero di Diego contro la Juventus? In partitina ce le davamo di Santa ragione. In quell’occasione giocavamo contro, lui entra in area, io con l’intento di rinviare una palla a mezz’altezza lo colpisco in faccia, stavo per svenire perché l’avevo messo KO, avevo paura ci fosse un danno permanente. Quella notte feci fatica a dormire. Vincere a Napoli regala l’eternità? Sembra che non si sia mai andati via da qui. Siamo ancora amati a distanza di tempo, una sensazione che concede solo Napoli. Lo Scudetto mi ha fatto piangere di gioia, per il nostro orgoglio e per il desiderio dei napoletani, ci fu una rivalsa nei confronti del Nord, quando giocavamo su venivamo offesi con cori razzisti. Fu una doppia emozione, peraltro abbiamo vinto con una squadra divertentissima che giocava un calcio spettacolare.
Gol alla Juventus in Coppa UEFA? All’andata avevamo perso 2-0, al ritorno la mettemmo sul binario giusto. Maradona uscì, dovevamo andare ai rigori ma ci fu uno spunto di Careca che fece un’azione stupenda e io segnai di testa. Mai vista una bolgia del genere in vita mia, tant’è che un tifoso mi disse che il mio gol aveva fatto battere il cuore a 4 milioni di tifosi all’unisono.
Via da Napoli? Decisione nata dal fatto che ebbi tantissimi infortuni muscolari mal gestiti dallo staff medico. Quando poi andò via Diego fu una visione: andava via lui e decisi di andar via anche io.
La morte di mia figlia? Ho reso pubbliche certe questioni private ma l’ho fatto perché quando Diego è mancato uscirono fuori troppe cose brutte. Dopo la morte di mia figlia mi chiamò e mi disse delle parole dolcissime, per fortuna poi l’altra mia figlia Federica si salvò. La sensibilità di Diego era quella di pensarti sempre. Erano queste le cose che mi rendevano innamorato di Diego, lui era così.
Niente chance giusta da allenatore? Non saprei, forse pensavo di dover far bene per poi essere chiamato ma non mi ha chiamato nessuno.
Polemica con Cassano? Di solito parlo delle persone che mi interessano, onestamente non mi interessa commentare più uno come lui”
,queste le dichiarazioni di Alessandro Renica alla trasmissione Legends – Ci vediamo a Napoli, produzione cura Nexting, in onda su Napflix (canale 116) e Canale 8 (numero 14 sul telecomando) ogni giovedì alle ore 21:00.

“Giordano per me è stato più forte anche di Paolo Rossi, era l’attaccante più forte degli anni ’80. Rischi dopo la sosta per il Napoli? No, la squadra è matura, consapevole della propria forza ma anche umile. La partita di Torino è stata impressionante, nessuno si aspettava che il Napoli strapazzasse i granata in quel modo. Maradona voleva vincere sempre anche durante le partitine in allenamento, tutto ciò che faceva era funzionale al segnare. Anche Pellegrini fece male a un occhio a Maradona ma Diego, che dovette anche farsi mettere dei punti, a mezzo stampa disse che era colpa sua, perché aveva abbassato troppo la testa. Juventus-Napoli 1-3? Quando vincemmo quella partita ci rendemmo conto che potevamo fare qualcosa di grande, li prendemmo a pallonate con tiri e azioni, Tacconi parava tutto, la partita sembrava maledetta ma alla fine vincemmo”, ha proseguito Renica nel suo intervento a Legends – Ci vediamo a Napoli.

“Nel riscaldamento Diego faceva di tutto con il pallone, noi invece stavamo zitti e dovevamo pensare a cosa fare. Lui confessò che quei riscaldamenti così autentici e spettacolari li faceva per togliere pressione a noi. Milan? Kalulu l’anno scorso fu importante per contenere Osimhen, poi in campionato capiremo se Pioli farà riposare qualcuno in vista della Champions o meno. In linea di massima le squadre di Pioli giocano sempre la loro partita, il Milan quando vuol giocare sa farlo molto bene, all’andata è stata l’unica squadra che ha davvero messo in difficoltà il Napoli. Riserve Napoli? Hanno fatto la differenza quando la stagione poteva prendere una piega sbagliata, penso a Raspadori contro lo Spezia o a Simeone contro Milan e Cremonese”, prosegue la leggenda azzurra.

Infine, Renica ha parlato alcuni singoli azzurri: Politano o Lozano? Preferisco Politano perché con Di Lorenzo c’è un’intesa pazzesca, anche in Nazionale. Hanno una memoria di gioco sviluppata in questi anni. Secondo me sono una bella coppia a destra, quella catena funziona a meraviglia. Lozano è comunque un bel giocatore. Vorrei sapere chi all’inizio dell’anno pensava a un Napoli così. Dopo la cessione di Koulibaly ho pensato che il Napoli non fosse più in prima fila per gli obiettivi importanti, invece questa squadra ha creato un’alchimia perfetta. Zielinski sta facendo qualcosa di straordinario quest’anno, è molto più continuo e maturo. E la squadra è imprevedibile”.

Francesco Monaco
Francesco Monaco
Napoletano, giornalista, autore del romanzo 'Baciami prima di andare'. A tratti sognatore e pensatore. In attesa di capire il resto, forse di niente
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