Attualità

“Le voci silenziate dell’accoglienza”: a Marigliano un incontro per dare parola a chi non ne ha

di Fabio Iuorio 

Migranti, accoglienza, diritti. Tre parole che, nel dibattito pubblico di questi anni, sembrano sempre più spesso ridursi a slogan da campagna elettorale o a titoli urlati nei telegiornali della sera. Eppure dietro quelle parole ci sono storie vere, volti reali, percorsi di vita che raramente trovano spazio nella narrazione dominante. Venerdì 29 maggio alle 10, a Marigliano (Na), qualcuno ha deciso di provarci: dare voce a chi quella voce l’ha sempre avuta soffocata.
L’appuntamento è alla Casa delle culture solidali, in via Bonazzi 6, e il protagonista della mattinata sarà il libro “Le voci silenziate dell’accoglienza”, edito da Tau editrice nel 2025 e firmato da Michele Rossi, direttore del Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale di Parma, nonché coordinatore nazionale della rete Europasilo. Una pubblicazione promossa dalla Fondazione Migrantes che, già dal titolo, dice tutto: nell’accoglienza, in Italia, troppe voci vengono ancora messe a tacere.
Ma chi sono queste voci? Sono quelle degli operatori che lavorano in prima linea, spesso senza riconoscimento né tutele adeguate, sono quelle dei migranti stessi, ridotti troppo spesso a numeri nelle statistiche o a comparse in servizi televisivi costruiti sull’emergenza. Rossi le ha ascoltate, raccolta per raccolta, e ne ha fatto un libro. L’incontro si strutturerà come un dialogo aperto tra l’autore e Mariangela Parisi, direttrice di inDialogo, periodico della Diocesi di Nola. Con loro, anche Anita Romano, attivista della Rete vesuviana solidale, e Vittoria Russo, Dirigente dell’Ambito Sociale 23. L’obiettivo dichiarato è mettere in luce possibilità e limiti del sistema dell’accoglienza in Italia, senza sconti né retorica: cosa funziona, cosa no, e soprattutto cosa si potrebbe fare meglio. Domande scomode che però, prima o poi, qualcuno deve avere il coraggio di porre.
La mattinata però non si esaurisce nella presentazione del libro. Marina Pugliese, dell’associazione Restiamo Umani, illustrerà il progetto “Ama — A mani aperte”, finanziato dalla Fondazione Migrantes, un progetto concreto, radicato nell’agro-nolano, che punta a strappare persone e famiglie di origine migrante da condizioni di grave marginalità economica e sociale. Come? Attraverso una rete solidale sul territorio, uno sportello per i diritti, un emporio solidale, una scuola di italiano per stranieri e la costruzione di una comunità capace di accogliere davvero, non solo sulla carta.
Perché è questo il punto: l’accoglienza vera si fa con gli sportelli aperti, con i corsi di lingua, con qualcuno che ti aiuta a capire come funziona una bolletta o come iscrivere tuo figlio a scuola. Si fa, appunto, a mani aperte.
All’incontro parteciperanno anche Luigi Amato, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Marigliano, monsignor Pasquale D’Onofrio, parroco di Santa Maria delle Grazie e decano del V Decanato della Diocesi di Nola, don Rolando Liguori dell’ufficio Migrantes diocesano, e monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola. L’iniziativa è promossa congiuntamente dalla Diocesi di Nola, dalla Fondazione Migrantes, dalla Rete vesuviana solidale, dal Comune di Marigliano e dal SAI (Sistema di accoglienza e integrazione) di Scisciano. Un’alleanza ampia, che mette attorno allo stesso tavolo Chiesa, istituzioni locali e terzo settore.
Marigliano, in questo senso, è una scelta. Un territorio dell’hinterland napoletano che da anni prova a costruire risposte concrete ai problemi sociali, lontano dai riflettori ma con una tenacia silenziosa che merita attenzione. La Casa delle culture solidali non è nata per caso: è il prodotto di anni di lavoro, di relazioni costruite pazientemente, di una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Immaginiamo di arrivare in un paese nuovo, senza parlare la lingua, senza sapere a chi rivolgersi, senza una rete di protezione. Immaginiamo di essere invisibili, o peggio, di essere visti solo come un problema da gestire. È questa la condizione di milioni di persone che ogni anno approdano in Europa, e in Italia in particolare. Non chiedono miracoli, chiedono quello che ogni essere umano ha diritto di ricevere: ascolto, rispetto, una possibilità.

This post was published on Mag 26, 2026 9:14

Redazione

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