Cronaca

Maltrattamenti e violenza sessuale nelle comunità per disabili psichici, cinque misure cautelari nel Casertano

di Fabio Iuorio

Una persona varca le porte del carcere, altre tre vengono sottoposte all’obbligo di permanenza domiciliare, mentre un quinto soggetto si vede notificare un divieto di soggiorno. Questo il risultato del blitz condotto in mattinata dai militari della Compagnia carabinieri di Casal di Principe, che danno seguito a un’ordinanza restrittiva emessa dal gip su istanza della Procura di Napoli Nord nei confronti di cinque individui fortemente sospettati, con diverse imputazioni a seconda dei ruoli, di condotte vessatorie nei confronti di congiunti e persone conviventi, omesso adempimento volontario a un ordine dell’autorità giudiziaria, raggiro, coercizione tramite violenza o minaccia finalizzata a far commettere un illecito, costrizione fisica e abuso sessuale, con l’aggravante di aver colpito soggetti in condizione di particolare fragilità.
L’attività investigativa, portata avanti dal Nucleo Operativo della Compagnia nell’arco temporale compreso tra luglio 2025 e marzo 2026 anche grazie a strumenti tecnici di ascolto, delinea un quadro di responsabilità a carico del rappresentante legale, della responsabile organizzativa e di diverse operatrici impiegate in cinque presidi socio-assistenziali, educativi e riabilitativi operanti nei territori di Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta. L’inchiesta si sofferma su comportamenti abusivi ripetuti nel tempo ai danni degli utenti dei centri, individui con patologie di natura psichiatrica, disturbi comportamentali e della personalità, in alcuni casi non ancora maggiorenni. Una porzione degli assistiti, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata collocata in un immobile destinato alla convivenza assistita ma sprovvisto dei permessi obbligatori. Gli approfondimenti investigativi fanno emergere anche indizi riconducibili a un presunto episodio di abuso sessuale su una paziente giovane affetta da disturbo bipolare.

Secondo gli inquirenti, i cinque centri sarebbero stati condotti con la finalità primaria di incrementare i guadagni, tagliando drasticamente le spese di funzionamento. Fra gli addebiti mossi rientrano la restrizione di prestazioni fondamentali quali l’erogazione di acqua calda e il riscaldamento, oltre all’impiego di personale sprovvisto delle competenze richieste, che avrebbe somministrato tranquillanti agli assistiti senza alcuna indicazione medica. Le verifiche condotte tratteggiano anche un meccanismo di scelta degli utenti: sarebbero stati favoriti gli inserimenti di persone giudicate più redditizie e meno gravose sotto il profilo assistenziale, penalizzando invece chi risultava “problematico” o richiedeva un livello di cura superiore. Per motivare spostamenti, allungamenti della degenza e ammissioni nei percorsi terapeutici personalizzati, secondo l’accusa sarebbero stati falsificati i report periodici indirizzati alla magistratura e alle autorità sanitarie, generando un danno economico ingiustificato a carico del Servizio sanitario pubblico.
Gli accertamenti, diretti dalla Procura di Napoli Nord, proseguono per definire con precisione la dimensione delle condotte contestate e la posizione di ciascun indagato.

This post was published on Lug 21, 2026 12:12

Redazione

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