Giovedì 30 aprile apre la nuova sede della struttura ideata da Luca Trapanese: due comunità, una ludoteca e un edificio storico affacciato sul mare per accogliere i bambini più fragili della Campania
Bacoli, uno dei comuni più suggestivi dei Campi Flegrei, si prepara ad accogliere qualcosa di speciale. Giovedì mattina alle ore 10.30 apre ufficialmente i battenti la nuova Casa di Matteo, una struttura pensata per ospitare quattordici bambini gravemente disabili, in stato di affido, che necessitano di assistenza ventiquattr’ore su ventiquattro. Non un istituto, non un dormitorio, ma una casa vera.
Il progetto è la sorella gemella di quella già operativa nel quartiere Vomero a Napoli da oltre dieci anni, fortemente voluta da Luca Trapanese, ex assessore al Welfare del Comune di Napoli e oggi consigliere regionale, un uomo che con i bambini fragili ha un legame profondo, personale, viscerale: qualche anno fa adottò da solo Alba, una bambina con la sindrome di Down, dimostrando al mondo intero che l’amore non conosce schemi né categorie.
I quattordici ragazzi ospitati dalla nuova sede saranno divisi in due comunità: una dedicata ai bambini dai 3 ai 12 anni, l’altra agli adolescenti tra i 12 e i 15, per tutti una ludoteca perché il gioco, soprattutto per chi soffre, non è mai un capriccio ma terapia, linguaggio, un pezzo di infanzia restituita.
Vale la pena raccontare anche il capitolo precedente di questa struttura: negli ultimi anni la sede di Bacoli aveva aperto le sue porte a mamme e bambini ucraini in fuga dalla guerra, un uso diverso da quello originario, ma ugualmente generoso. Adesso torna alla sua missione principale, pronta ad abbracciare i più fragili. E poi c’è lui, Matteo, un bambino adottato da due genitori coraggiosi, Rosa e Luigi, che lo accolsero conoscendo già il finale della storia, sapendo che quell’amore avrebbe avuto i giorni contati. Lo amarono lo stesso, forse con ancora più intensità. Da quel dolore enorme, invece di chiudersi nel silenzio, hanno scelto di tenere una porta aperta. Anzi, di costruire una casa intera.
Ogni bambino che varcherà quella soglia porterà con sé il peso di una storia difficile, ma troverà accoglienza, cura, dignità e speranza. Esattamente quello che Matteo, con il suo sorriso, aveva saputo donare a chi lo amava e che adesso, finalmente, qualcun altro potrà ricevere.
This post was published on Apr 29, 2026 7:45
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