premio cimminiello

Foto scattata durante l'assegnazione del Premio Cimminiello

II Edizione Premio Cimminiello assegnato ad un’allieva del Liceo Pansini e dell’Istituto Vittorio Veneto

Sono Ilaria e Sveva le due vincitrici della seconda edizione del Premio Cimminiello. Iniziativa per ricordare Gianluca, vittima innocente di camorra.

Alla presenza anche del sindaco Luigi de Magistris, l due le ragazze premiate sono: Ilaria, dell’Istituto Vittorio Veneto di Secondigliano, e Sveva, del Liceo Classico Pansini del Vomero. Vincitrici entrambe della seconda edizione Premio Cimminiello. Evento in memoria di Gianluca Cimminiello vittima innocente della camorra, assassinato il 2 febbraio 2010 a Casavatore. La cerimonia è avvenuta ieri, in occasione dell’anniversario della palestra Fitness Village. Ilaria ha partecipato al premio realizzando un video sulla sua passione per lo sport e sulla sua carriera agonistica nel calcio femminile. Sveva, invece, ha partecipato con un disegno sullo sport come occasione di riscatto.

Due premi non casuali, perché Gianluca, oltre ad essere un bravo artista, un ottimo tatuatore, era anche un ragazzo a cui piaceva fare sport. Le due ragazze oltre al premio hanno vinto un abbonamento in palestra.

Durante l’evento c’è stata inoltre l’esibizione degli allievi della palestra Vip Center del maestro Salvatore Izzi e degli allievi della Fitness Village dei maestri Genny Vecchione e Pasquale Cagliozzi. Questa era anche la palestra in cui si allenava Gianluca Cimminiello. L’iniziativa è stata organizzata dal Presidio Libera Vomero-Arenella.

Presente all’evento anche Pinuccio Fazio, padre di Michele, ucciso a soli 16 anni, il 12 luglio del 2001, in un vicolo di Bari vecchia. Anche lui vittima innocente. Il padre da Bari è venuto fino a Napoli solo per partecipare a questa bellissima iniziativa nel ricordo di Gianluca, come suo figlio ucciso ingiustamente.

Premio Cimminiello – Il ricordo di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca

Essere qui stasera significa aver fatto una scelta. Ognuno di noi poteva scegliere di essere altrove ma ha scelto di essere qui. Siamo qui per ribadire che noi di fronte a tanto male, di fronte a questa grande ingiustizia, non siamo rimasti indifferenti, o ancora peggio, RASSEGNATI. Siamo qui per prendere un impegno. Perché siamo innamorati della Vita, della Verità, della Giustizia. Gianluca non era un imprudente. Gianluca non si è piegato di fronte alla prepotenza gratuita della Camorra. Anche Gianluca ha fatto una scelta: quella di non scendere a compromessi con la Camorra. E nonostante Gianluca sia morto non ha perso.

Gianluca ha perso la vita ma non si è perso, come spesso dice il nostro Sindaco Luigi de Magistris. La storia di Gianluca va sempre ricordata agli altri e a noi stessi, per non dimenticare il suo sacrificio e per tenere bene a mente quanto male è capace di seminare la Camorra. Per questa gente non ci deve essere posto, devono capire che non conviene delinquere, che qui non c’è posto per il male. Quando è stato ucciso Gianluca non mi sono chiesta chi poteva evitare tutto questo, ma cosa non ho fatto io per evitarlo. Questa domanda dobbiamo farcela tutti quanti, e impegnarci tutti, ciascuno secondo le proprie capacità, per costruire insieme. Costruire per noi, per i nostri figli e anche per i figli dei camorristi, perché anche loro meritano di più.

Dobbiamo avere la consapevolezza che Gianluca Cimminiello possiamo diventarlo noi, che il nostro migliore amico può diventare Antonio, nostra madre Silvia, nostro padre Michele, il nostro collega Attilio, Giancarlo, Tiziano e tutti gli altri. Sono oltre 900 le vittime innocenti in italia e solo in campania se ne contano 335. 335 vite spezzate, famiglie distrutte. 335 vite che ci obbligano a riflettere e a fare delle scelte. Scegliere da che parte stare, non a chiacchiere, ma attraverso fatti concreti ed azioni.

Stasera Gianluca poteva essere uno di noi, ma non è qui, perché noi non abbiamo saputo difenderlo. Stasera però ciascuno di noi, uscendo da qui, può diventare Gianluca vittima innocente, e a questo rischio noi dobbiamo rispondere con un NO netto. Da soli però non andiamo da nessuna parte, bisogna unire le forze e lottare. E’ fondamentale il lavoro di ciascuno: i genitori, gli insegnanti, i magistrati, le forze dell’ordine, le istituzioni.

Concludo con i ringraziamenti che vengono dal cuore. A una Donna, con la D maiuscola, senza la quale forse Gianluca non avrebbe avuto Giustizia. Alle persone che stasera sono assenti fisicamente ma non con il cuore. Al nostro Sindaco Luigi de Magistris, l’assessore allo Sport Ciro Borriello, l’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente alla quale questa città ha tolto la cosa più preziosa, la madre, ma nonostante tutto il male non è riuscito a contaminarla. Al dottor Michele Spina per gli ottimi risultati che il suo lavoro quotidiano raggiunge, sta a noi non renderli vani. Al Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti, alla Fondazione Polis. A Libera che mi ha aiutata a trasformare l’odio e il dolore in forza e speranza. Alle forze dell’ordine tutte, ma soprattutto a quelle che hanno assicurato alla giustizia gli assassini di Gianluca. Agli amici di Gianluca. Ai Maestri Izzi, Cagliozzi, Vecchione, ed ai ragazzi che hanno partecipato al bando e ai loro insegnanti. Ai “Giornalisti Giornalisti”, che non hanno padroni, se non la propria coscienza e onestà nell’informare. Ai Cittadini che non delegano, ma sono parte attiva di una squadra. A mio marito, che non mi ha mai ostacolato e mi sostiene e incoraggia a fare sempre di più e meglio, ai miei figli, che con la loro allegria e intelligenza mi ricordano che meritano di più“.