Hong Kong, centinaia di arresti dopo la nuova legge imposta dalla Cina

Un colpo al cuore della democrazia e dell’umanità.

Sono già centinaia gli arresti ad Hong Kong nel nome della nuova legge sulla sicurezza voluta dalla Cina. Una legge in base alla quale un uomo è stato arrestato solo per aver esposto una bandiera per l’indipendenza della città semiautonoma durante una manifestazione per celebrare l’anniversario della fine del colonialismo britannico. Primo arresto dopo l’entrata in vigore del provvedimento, ha scritto la polizia di Hong Kong su Twitter.

Come temuto dagli attivisti, le nuove regole, approvate dal governo cinese senza confronto con le istituzioni di Hong Kong dopo mesi di minacce ai manifestanti pro democrazia, rafforza il controllo diretto Pechino e favorisce la repressione del dissenso.

“Lo sviluppo più importante nelle relazioni tra il governo centrale e Hong Kong dal giorno della restituzione” della città alla Cina, che servirà a “ripristinare la stabilità”, lo ha definito Carrie Lam, capo del governo di Hong Kong.

Una evoluzione sì, ma tutta in negativo, commentano gli attivisti. “Ero solito dire alcune parole in inglese rivolgendomi direttamente alla comunità internazionale in queste occasioni – spiega il deputato Dennis Kwokma ora non posso a causa di questa legge, verrei arrestato.”

“La stampa libera si può considerare morta – aggiunge la deputata pro democrazia Claudia Mochiunque dia informazioni o materiale a un giornalista finirebbe nei guai”.

Una situazione su cui ha espresso grande preoccupazione anche l’Unione europea, con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che ha detto di temere “conseguenze molto negative”.

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