Cronaca

Giugliano, sciopero alla Leroy Merlin: due lavoratrici licenziate per malattia, protesta del sindacato

Sciopero e presidio sabato 10 gennaio al punto vendita Leroy Merlin di Giugliano (Na) presso il centro commerciale Grande Sud, per protestare contro il licenziamento di due lavoratrici avvenuto a pochi giorni da Natale. La mobilitazione è stata organizzata dalla Uiltucs Campania, che contesta apertamente le motivazioni addotte dall’azienda: assenze per malattia regolarmente certificate.

Licenziare una persona perché si ammala è un atto grave e ingiusto”, si legge nella nota diffusa durante la protesta, un comportamento che, per la Uiltucs, contrasta non solo con le normative vigenti e con il diritto alla salute tutelato dalla Costituzione, ma anche con i valori di solidarietà, inclusione e benessere dei lavoratori che Leroy Merlin dichiara di promuovere nel proprio Codice Etico. Il messaggio che passa, secondo la denuncia dei sindacati, è quello che ammalarsi può costare il posto di lavoro, un segnale che genera paura e insicurezza tra i dipendenti e che rischia di minare la credibilità di un’azienda che si presenta come socialmente responsabile: “La malattia non è una scelta e non può diventare una colpa”, precisa ancora la Uiltucs. Lo sciopero ha voluto riportare l’attenzione su quello che il sindacato definisce “il sintomo di una cultura aziendale che rischia di mettere i numeri davanti alla dignità delle persone”, una denuncia che chiama in causa non solo la gestione di questa specifica vicenda, ma il modello complessivo di relazioni industriali adottato dall’azienda. La Uiltucs Campania chiede ora a Leroy Merlin di chiarire pubblicamente le ragioni dei licenziamenti, di ripristinare il rispetto dei diritti delle lavoratrici coinvolte e di dimostrare con fatti concreti quella responsabilità sociale che, finora, secondo il sindacato, resta più uno slogan che una pratica reale. In gioco non c’è solo il destino di due dipendenti, ma un principio fondamentale: la salute non può mai diventare motivo di espulsione dal lavoro.

Questo spiacevole episodio va ad intaccare uno dei problemi più grandi del lavoro al giorno d’oggi in Italia, ovvero quel poco che c’è bisogna mantenerlo ad ogni costo, anche a scapito della stessa propria salute, ed ecco che si ottengono per le aziende non dei dipendenti più efficienti ma spaventati: gente che va a lavorare febbricitante, che nasconde problemi di salute, che tira avanti finché può, un vero disastro. Produci? Bene. Ti fermi? Problema tuo. Lo sciopero di Giugliano pone l’accento su una domanda scomoda e che molte aziende preferiscono evitare: che valore hanno davvero le persone, quando non sono produttive al 100% a causa di problemi di salute? 

E’ giusto che qualcuno alzi la mano e dica che questo stato di cose non è normale …  oggi tocca a due lavoratrici, domani potrebbe toccare a chiunque. E quando la malattia diventa una colpa, il problema non è solo aziendale, è culturale.

Fabio Iuorio

This post was published on Gen 11, 2026 12:32

Redazione

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