di Fabio Iuorio
Prende forma da ieri, 6 luglio, il cammino che condurrà al debutto del Giugliano Pride, fissato per il 26 settembre prossimo. Ad aprire ufficialmente i lavori è stata un’assemblea pubblica, ospitata alle 18 nella sala eventi della Libreria Claudio, in piazza Gramsci, aperta a chiunque volesse offrire il proprio contributo.
Durante l’incontro sono stati messi sul tavolo i temi centrali della manifestazione: finalità, contenuti, modalità operative. Il gruppo promotore ha scelto fin dal principio un approccio partecipativo, aprendo il progetto a comitati di quartiere, sigle associative e cittadini singoli, chiamati a portare il proprio punto di vista. Lo slogan lanciato sui social riassume bene l’intenzione: “confrontiamoci e costruiamo insieme“, recita l’invito diffuso in questi giorni.
Chi ha promosso l’iniziativa tiene a precisare che l’orizzonte è più ampio della sola rivendicazione dei diritti delle persone LGBTQIA+. Giugliano si trova infatti nell’Area Nord della Città Metropolitana di Napoli, uno snodo cruciale fra il capoluogo partenopeo, la provincia casertana e il resto della penisola, in una delle zone a maggiore densità abitativa del Sud Italia, una porzione di territorio che, secondo chi ha lanciato il progetto, è stata a lungo raccontata soltanto attraverso le sue ferite: l’emergenza Terra dei Fuochi, le disparità sociali, la fragilità ambientale, la debolezza delle istituzioni, la fuga dei giovani verso altre regioni, la mancanza cronica di risorse pubbliche.
Il comitato organizzatore rovescia però la prospettiva, puntando i riflettori sulle risorse di un’area metropolitana che si affaccia sul mare e comprende entroterra, piccoli borghi e centri urbani più grandi, capace di generare cultura, reti solidali, sperimentazione sociale ed economia orientata al bene comune. L’obiettivo dichiarato va così oltre la semplice giornata di piazza: il Pride viene presentato come una piattaforma politica che intreccia sviluppo sostenibile, equità sociale, pacifismo e rinnovamento delle istituzioni, con uno sguardo che dal contesto locale si allarga alla Campania intera e al Meridione.
Tra le pagine diffuse dagli organizzatori compare anche un passaggio dedicato alle popolazioni travolte da guerre e persecuzioni in varie parti del pianeta: dai più piccoli coinvolti nei conflitti armati ai civili di Palestina, Libano e Ucraina, fino a chi convive ogni giorno con fame, distruzione e perdita della propria dignità. Un riconoscimento va anche a chi si è mobilitato in prima persona per portare assistenza e denunciare le violazioni dei diritti fondamentali, definiti nel testo “costruttori di pace”.
Il comitato ribadisce il no alla guerra come metodo per risolvere le controversie tra popoli, schierandosi a favore del diritto all’autodeterminazione e alla dignità per ogni comunità, un principio che lega apertamente la battaglia per i diritti civili a quella per la pace globale.
Dopo l’appuntamento di ieri, il cammino organizzativo proseguirà con altri momenti di confronto pubblico, in attesa del giorno clou del 26 settembre, quando le strade cittadine accoglieranno il corteo della prima edizione del Giugliano Pride.

Oplus_131072








