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Fonderia delle idee come La cena delle ceneri: mancano i giovani

Chiunque avesse studiato la storia dei partiti politici in Italia dal dopoguerra ad oggi, soprattutto nel dibattito sulla fine del Partito comunista italiano e la nascita dei partiti di sinistra, si sarebbe accorto che una espressione disperata e continuamente riproposta per anni è stata presente nel panorama repubblicano: la ricostruzione del partito a partire dalla formazione teorica e militante delle nuove generazioni.

Non bisogna nemmeno dirlo che con i DS e poi con il PD non è mai stato fatto nulla in tal senso, sia per presunte emergenze sia in seguito a personalismi politici rampanti e ingombranti che ponevano in secondo piano la cultura e la progettualità di partito. Negli ultimi anni, in cui la sinistra ha persino speso gli ultimi profili emergenti dopo gli scandali di Tangentopoli, abbiamo assistito a una lunga serie di impasti tra retorica e ipocrisia, affarismo e trasformismo, e la totale degenerazione dei riferimenti identitari del passato a cui pur alle soglie dell’anno 2000 ci si sforzava di ispirarsi.

Eppure, dopo tutto questo, e dopo tre giorni di Convention a Bagnoli su una fonderia delle idee, non è stato scoperto nessuna personalità di ferro, nessuna identità propositiva e performativa ma solo una sequela di volti decadenti e consumati dagli anni di scandali e malaffare diffuso. Contro Caldoro e De Magistris ritorna un lucente e sfolgorante Antonio Bassolino che incita alla riscoperta di una politica attiva radicata nel territorio e che fosse intenta a costruire un percorso di cittadinanza. Proseguono i mezzani Andrea Cozzolino, bassoliniano convinto, e il giustizialista Vincenzo De Luca con la sua morale coattiva e il rigido normativismo. Tedio e amarezza in seguito a commenti di berlusconismo renziano della Picierno, di Nicodemo, e di Migliore, che instancabilmente ripropongono il vuoto entusiasmo di un pubblico piccolo borghese, più interessato ad apparire e a fotografarsi con una delle star della politica che a interloquire.

I risultati della Convention testimoniano la totale assenza di una giovane generazione provvista di sogni emancipatori e di prassi trasformative. I renziani continuano a riproporre slogan all’americana privi di alcuna ricaduta reale sul vissuto delle genti che faticano e che penano. Il seguito dei giovani democratici di Renzi mancano di iniziativa, non conoscono l’Italia e l’Europa in cui vivono, sono sprovvisti di alcun tipo di ideale che non sia anche una convinzione politica e non una mera opinione, e sono totalmente assuefatti da un perbenismo borghese e consumista.

Cosa possono dire queste menti alla stragrande maggioranza del popolo italiano, ormai precario, disoccupato, impaurito, e melanconico, per motivarlo nuovamente ad avere fiducia nel futuro? Con quale tipo di criterio continuano a parlare di rivoluzione politica, di svolta democratica, di cittadinanza militante, di partecipazione, se non sono minimamente conditi di quella passione per il cambiamento e l’emancipazione?

Alla sinistra manca uno sforzo di immaginazione politica, manca di una identità di massa, di una soggettività capace di avere presa sull’attualità e, soprattutto, un pensiero della e per l’Italia contemporanea.

This post was published on Set 29, 2014 11:59

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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